Sguardo su gente, storie, cronaca di Cleulis e… dintorni

dicembre 22, 2014

20 luglio – Tratôr day. A grande richiesta il 20 luglio c’è stato il ritorno del raduno dei trattori e “affini”. Questa bella manifestazione, sospesa per alcuni anni, è stata riproposta presso la sede storica del piazzale del bar Pakai e i partecipanti, nemmeno a dirlo, sono stati numerosi. Tanti infatti a Cleulis utilizzano l’ape o i trattori di vari dimensioni per il trasporto del fieno, della legna, del letame ed altro; si può affermare che questo mezzo di trasporto ha sostituito, dov’è possibile, la louge, il gei e il strot. Dopo aver sfilato con i loro variopinti mezzi per le vie del paese i partecipanti, a cui è stata donata una maglietta celebrativa, si sono ritrovati presso il tendone del bar Pakai per far festa.

21-22 luglio – Settantesimo anniversario dell’eccidio della valle del Bût. Sono già passati settant’anni dai quei tragici fatti del 21-22 luglio del 1944 che scossero ed inorridirono le coscienze degli abitanti della nostra valle e, per non dimenticare tutto ciò, si sono svolte parecchie manifestazioni e celebrazioni. Nella prima, giovedì 17 luglio, presso la sede del museo storico di Timau c’è stata la presentazione del volume “Donne nella Grande Guerra” delle autrici Claudia Galimberti e Francesca Soncin. Sabato 19, presso la chiesa del Cristo Re di Timau i cori italiani e cori d’oltralpe si sono esibiti in un emozionante performance dal titolo “Concerto d’estate per la pace” il tutto curato magistralmente dal coro “Teresina Unfer” di Timau. L’indomani, domenica 20 luglio, c’è stata la deposizione di una corona d’alloro presso la lapide di piazza 21-22 luglio di Paluzza dei caduti della barbarie del 1944. Lunedì 21 presso Pramosio, uno dei luoghi degli efferati delitti, si è svolta la S. Messa nella cappella della malga in suffragio delle vittime dell’eccidio. Di seguito c’è stata l’inaugurazione del bassorilievo “Ad perpetuam rei memoriam” opera del nostro artista Paolino Puntel.

5 agosto  – Sant’Osvaldo e 48 Sagra dai Cjalsons.  Quest’anno la sagra dai Cjalsons, per la prima volta in quarantotto edizioni, è stata organizzata su cinque giorni consecutivi da venerdì primo agosto a martedì 5 agosto. Per fortuna ad aiutare il grande sforzo organizzativo dei Giovins Cjanterins e la buona riuscita della manifestazione ci ha pensato il tempo rimanendo clemente per tutta la durata della sagra. Venerdì primo agosto il gruppo Ana di Cleulis ha organizzato sotto il tendone presso il bar Pakai una serata di beneficenza in favore dell’associazione nazionale famiglie con persone disabili. Il giorno dopo con l’apertura dei fornitissimi chioschi si dava inizio alla sagra vera e propria con le note di Roby Musik Folk. Domenica 3 agosto, la giornata è stata dedicata ai novant’anni del nostro Gjenesio storico componente del Trio Pakai ed infatti in suo onore nel pomeriggio si sono esibiti sul palco numerosi musicisti folk di tutto il Friuli per poi concludere la serata con l’esibizione del sempre verde Trio Pakai. Lunedì la serata è stata divisa musicalmente in due parti: la prima è stata dedicata alla zumba grazie all’efficace dimostrazione della scuola di ballo Star Dance di Tolmezzo; la seconda al country ormai divenuto un cult di questa sagra. Martedì cinque, giorno di Sant’Osvaldo, si è celebrata la Santa Messa e nel pomeriggio i Vespri con la processione della statua del santo per le vie di Cleulis e Placis. In serata c’è stato il gran finale con il ballo sul breâr assieme agli Studio Folk.

10 agosto – Palio das Cjarogiules. Giusto il tempo di smontare il tendone della sagra dai Cjalsons che i Giovins Cjanterins ne rimontavano un altro per il Palio das Cjarogiules. Infatti la frazione di Cleulis è ospite fissa e assai apprezzata di questa manifestazione di mezz’estate. Il “nostro” chiosco infatti è sempre preso d’assalto dai molti turisti. Per quanto riguarda la competizione vera e propria del palio i nostri ragazzi hanno ottenuto uno storico primo posto nel Palio da Cjame con Erwin e Mosè mentre nel Palio das Cjarogiules abbiamo portato a casa un onorevole quinto posto!

28 agosto – Assemblea pubblica. Giovedì 28 agosto alle ore 20 si è tenuta nella piazzetta di Laipacco un’assemblea organizzata dai comitati a difesa del territorio della Carnia. Questo incontro segue il summit che c’è stato in Cjvilugn dove il presidente della Regione FVG Serracchiani ha incontrato i sindaci di Paluzza Mentil e quello di Tolmezzo Brollo dove tra l’altro hanno discusso dell’elettrodotto Wurmlach-Somplago. L’incontro di Laipacco, molto partecipato e sentito dalla popolazione, ha avuto lo scopo di informare i partecipanti sullo stato dell’iter dei lavori dell’elettrodotto e per invitare tutti i nostri sindaci a non farsi intimorire o comprare con qualche corrispettivo in denaro di breve durata a fronte di uno scempio ambientale che pagheremo per sempre!

31 agosto e 7 settembre – In festa per le nostre suore. Abbiamo avuto la grazia di aver esaudito il desiderio di festeggiare con la nostra comunità il 50/esimo della consacrazione religiosa delle nostre Suore. Approfittando della visita di Suor Ernestina (rientrata dal Brasile per una breve vacanza) volevamo vederle unite, ma purtroppo gli impegni di Suor Ermanna, non ce lo hanno consentito. Così il 31 agosto abbiamo fatto festa per lei, mentre la domenica successiva, 7  settembre, il paese si è stretto con affetto a Suor Ernestina e Suor Giocondina. Abbiamo lasciato loro un piccolo simbolico ricordo, un cero con l’immagine di ognuna, simbolo della luce, della fede da loro sparsa in tutto il mondo, ed una pergamena con alcune strofe personalizzate che sintetizzano la loro vocazione.

19 ottobre – Orienteering in Carnia. Domenica 19 ottobre si è svolta a Cleulis la quinta prova del Trofeo Pole Star di orienteering. Per chi non lo sapesse, chi partecipa all’orienteering utilizza una carta topografica realizzata appositamente per questo sport, con segni convenzionali unificati in tutto il mondo. Si può gareggiare individualmente o in squadra, transitando dai diversi punti di controllo posti sul territorio. Raggiunto il punto di controllo si dovrà registrare il passaggio sul proprio testimone di gara. Vince chi impegna il tempo minore dunque chi è in grado di orientarsi più rapidamente. La foresta di Pramosio è stata il degno campo di gara per tutti i partecipanti alla competizione che, partita presso il piazzale del bar Pakai alle 8.30 si è conclusa sempre dal punto di partenza con le premiazioni e con il pasta party offerto dall’Ana di Cleulis.

25 ottobre – Cinquantesimo e Venticinquesimo. Eccezionalmente nella nostra chiesa abbiamo festeggiato in contemporanea il ringraziamento di ben due anniversari. Il 25/esimo di Loris e Rosy e il 50/esimo di Edoardo e Iride, fra l’altro padrino di Loris. Questi ultimi dopo una vita vissuta fuori paese, vi hanno fatto ritorno cedendo al richiamo del cuore. Inoltre, gli sposi Iride ed Edoardo hanno declinato ogni regalo per la loro festa. Gli invitati spontaneamente hanno optato per un’offerta da devolversi in beneficenza. La scelta è stata per un contributo al restauro della cappella di Laipacco. La lodevole iniziativa ha permesso la raccolta della somma di ben euro 1250. Iride ed Edoardo ringraziano quanti hanno aderito.

1 novembre . Festa di tutti i Santi e Commemorazione dei Defunti. Sabato primo novembre festività di tutti i Santi, si è celebrata la Santa Messa sempre molto partecipata; mentre alla sera c’è stata la recita dei tre rosari in suffragio dei nostri defunti. L’indomani, domenica 2 novembre, la messa è stata celebrata in Chiesa e non com’è tradizione in cimitero. Nella celebrazione si sono ricordati i nostri cari dopodiché molti compaesani si sono recati in cimitero per omaggiarli con un fiore o una candela. In questi giorni il cimitero prende infatti la forma di un giardino fiorito e la sera lo si vede in lontananza grazie alle numerose fiammelle tremolanti dei lumini.

 

a cura di Luigi Maieron

 

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Il ritorno di Gjino

dicembre 22, 2014

Il secondogenito di Azaria “Pul” e Maria “Pantian” è tornato a trovarci questa estate.  

Come ogni anno, abbiamo atteso con gioia il 5 agosto, festa di S. Osvaldo nostro patrono. E come sempre ripetiamo, per noi non è solo per la festa religiosa, che sicuramente è di primaria importanza, ma anche per un momento di ritrovo per riallacciare e consolidare i rapporti fra noi, specialmente per chi è lontano dal nostro paese, anche oltre confine o Oceano. Sono essi che maggiormente sentono il richiamo alle radici, e noi nell’attesa facciamo l’appello agli assenti. Da molti anni Feliciano con la moglie Iside ci onorano con la loro presenza in questa occasione, l’anno scorso ci hanno fatto la sorpresa di riportarci dopo ben 59 anni anche il loro amico e compaesano Igino Primus coinvolgendolo emotivamente. Quest’anno Feliciano purtroppo per ragioni di salute non era presente all’appuntamento, ma Igino riscoprendo i suoi sentimenti assopiti per così lunghi anni, ugualmente è ritornato per riassaporare tutte le emozioni ravvivate dopo il suo ritorno, che per un anno ha avuto modo di vagliare nel suo intimo. Igino nato il 16 ottobre 1930, il secondogenito di Azaria “Pul” e Maria “Pantian”. Il padre emigrato a Tolosa nel sud della Francia, richiama presso di se la famiglia: la moglie, la primogenita Giuseppina (1928) e Igino. Era l’anno 1933. Nel 1934 nacque in Francia Gian Battista, già all’età di 10 anni Igino per aiutare la famiglia si dava da fare presso contadini che apprezzando la sua buona volontà, richiedevano il suo aiuto. A 15 anni apprese il mestiere di elettricista, ma la vita cambiava di poco, così il padre col figlio ventenne (1950) decise per l’avventura in America a Philadelphia. L’anno successivo li raggiunsero ricongiungendosi, la madre e gli altri due figli. Qui Igino si dovette nuovamente rimboccare le maniche e ripartire dal nulla, infatti imparò dal padre e da chi di mestiere a fare il muratore, questa fu la sua professione per la vita. E come succedeva ai nostri emigranti, essi cercavano di rimanere uniti fra loro, quasi che condividendo il peso della nostalgia, fosse più sopportabile, infatti a Philadelphia, c’era una piccola comunità di “Clevolans” che si trovavano e si aiutavano fra di loro. Al matrimonio di Marino (1955) pur conoscendo da tempo la giovane Elena (1935) figlia di Nando e Giuditta, si accese la scintilla dell’amore fra loro, l’anno successivo di sposarono. Elena laureata, fu impiegata in una compagnia finanziaria. Dopo 56 anni di matrimonio nel 2012 a 77 anni con immenso dolore, Iginio restò solo. Purtroppo la loro unione fu privata dalla gioia di un figlio, così ancor di più vissero l’un per l’altra. Ferdinando Primus fu dunque suocero di Iginio, non servono parole per descrivere questo compaesano che ognuno di noi ha conosciuto, se non di persona ancor oggi attraverso le sue opere letterarie o liriche, ci sorprende, per la cultura, ma soprattutto per il grande attaccamento alle radici, al paese, alla famiglia e alle tradizioni, sublimato il tutto dalla grande nostalgia dell’emigrante, che seppur integrato nel paese straniero, nell’intimo il suo cuore era rimasto sempre fra noi, di autentico “Clevolan”. Molte sue poesie sono state musicate o adattate a musiche preesistenti come “Gleisiuta Clevolana”. La figlia Elena ha sempre condiviso col padre questa sua passione incondizionatamente e in ogni forma. Lei cantava anche nel coro della loro chiesa. Aveva voluto raccogliere e custodire ogni cosa al riguardo, quasi un museo privato per le tante opere, ricordi, riconoscimenti, collezionati in tanti anni dal genitore. Igino aveva intanto creato con la collaborazione della moglie, una buona stabilità economica, una bella casa dotata da ogni confort e comodità. Unico rimpianto ad oggi, di non aver eredi che possano conservare tutto questo patrimonio storico e spirituale al quale Elena teneva tanto. “Il ritorno in paese mi ha dato grande soddisfazione e commozione – ci dice Igino – vedo questa vallata dall’alto del paese, contornato dalle montagne, come un nido, come una culla che dà protezione, come avvolto in un abbraccio materno. La gente poi, ovunque vada, anche se non mi conosce, mi saluta, passa parola, mi sorride. Questo mi rinfranca molto, mi sento parte come in famiglia. Anche in Francia dove ho vissuto la mia adolescenza ho buoni rapporti, ma Cleulis è tutt’altra cosa. Quest’anno ho pure perso mia sorella Giuseppina, mi rimane ancora Gian Battista e i nipoti, coi quali ho rapporti saltuari. Miei fratelli di cuore sono stati Marino e Feliciano con le loro famiglie, da sempre punto di riferimento. Nonostante sia stato lontano per così tanti decenni, come vedete parlo la mia lingua Madre “il clevolan”, orgoglioso come lo sono della mia gente. Il mio desiderio più grande è che Dio mi dia la salute per ritornare ogni anno fino a che mi sarà possibile, che di più non resisto a stare lontano ora che ho ritrovato le mie “radici”. Concludiamo questa chiacchierata con Iginio dandogli appuntamento al prossimo Sant’Osvaldo, magari ancora assieme ai suoi amici; ai quali uniamo i nostri saluti e auguri. A voi tutti pace, salute e bene.

 Silvia Puntel

 


“Lasciate che i bambini vengano a me”

dicembre 22, 2014

Dal Vangelo di Matteo 19,13-15. In quel giorno, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano. Gesù però disse loro:” Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite perché di questi è il Regno dei Cieli”.

Siccome il Natale è anche la festa dei Bambini, ho pensato di parlare questa volta proprio di loro e il miglior modo di iniziare è prendere in considerazione il bellissimo brano del Vangelo di Matteo che più li riguarda. Gesù usa una tenerezza e un’attenzione particolari verso di loro, li accoglie e li difende da coloro che li vorrebbero scacciare e arriva perfino ad identificarsi con loro: “Chi accoglie un piccolo, accoglie me” (Mt. 9,37), e “Ogni volta che avrete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me” (Mt. 25,40). Il Maestro sa molto bene che i piccoli sono i più indifesi, coloro che nella società di allora (e spesso anche in quella di oggi) contano ben poco, non sono soggetti di diritti e poi sono gli uomini del domani per cui hanno bisogno di una grande cura, di un grande amore e soprattutto di persone buone e preparate che li aiutino a crescere in modo equilibrato e a sviluppare quelle potenzialità che il buon Dio ha offerto a ciascuno di loro. Certamente non è facile fare il genitore e l’educatore che, al dire di don Bosco, è il mestiere più difficile. Ma dobbiamo pur chiederci quello che stiamo facendo per loro, quanto siamo presenti nella loro giornata, quanto siamo capaci di parlare con loro, in che modo esprimiamo il nostro affetto nei loro riguardi.

Purtroppo molto spesso i genitori, presi dai loro impegni, non riescono a seguirli come sarebbe auspicabile e in questo per fortuna in molti casi ci sono i nonni. In altri casi proprio in famiglia non trovano un ambiente sereno per poter crescere in modo armonico ed equilibrato. Oggi molte famiglie si sciolgono e i primi a soffrire la separazione sono proprio loro che spesso si trovano ad essere sballottati a destra e a manca quando gli adulti pensano soprattutto a far valere le loro ragioni prima di quelle dei figli.

Gli impegni dei nostri bambini. Conosciamo molto bene quelli che sono gli impegni tradizionali di un Bambino o di un  Adolescente: la scuola soprattutto, il catechismo, qualche piccola occupazione in casa…Questo era nei tempi passati. Oggi si sono aggiunte tante altre iniziative per loro: lo sport nelle sue varie espressioni, il nuoto, la musica, il balletto, lo judo, il computer ecc. Talvolta sono tanti i suoi impegni che il povero  bambino non riesce più a ritagliarsi un po’ di tempo libero per inventarsi qualche gioco con i suoi amici. Naturalmente si tratta tutte di iniziative buone che danno una varietà di scelta dove ognuno ha la possibilità di sviluppare le sue attitudini. Purtroppo c’è il pericolo che, caricare di troppe cose un ragazzo, questi non riesca più ad impegnarsi come dovrebbe nei suoi doveri più importanti o a ritenerli meno importanti perché altre attività gli danno maggiore soddisfazione.

La Chiesa. Da sempre nella Chiesa il Bambino e l’Adolescente ha avuto un posto particolare. Tutti ricordano gli anni della fanciullezza quando si andava a catechismo più volte alla settimana, al sabato suonava la campana per le confessioni e alla messa domenicale tutti presenti occupando il posto più vicino possibile all’altare a loro riservato. E poi quanto giocare sul sagrato della chiesa! Insomma si cresceva all’ombra del campanile. Del resto le nostre famiglie non avevano altro da offrire ai loro figli. Non c’era la macchina in casa per il week end, non esistevano neppure i grandi supermercati dove trascorrere la domenica;  forzatamente si restava in paese ed era più facile raccogliere i ragazzi che si accontentavano anche di poco. E oggi le parrocchie continuano a fare le loro proposte, ma sappiamo quanto è difficile poterle realizzare! Prima di tutto perché le persone che danno la loro disponibilità sono sempre meno e poi… quando un parroco deve attendere a più parrocchie e deve tenere la testa occupata in mille impegni è chiaro che le varie iniziative non possono ricevere l’attenzione che meritano. Proviamo ora a prendere in esame alcuni momenti più significativi rivolte ai nostri ragazzi e bambini nelle nostre parrocchie.

La Catechesi. Tutti siamo stati al Catechismo e sappiamo molto bene di quello che si tratta. Una volta alla settimana per un’ora da ottobre a maggio non penso impegni pesantemente un ragazzo. Eppure quanta fatica ad averli tutti! C’è un buon numero per i quali la partecipazione si riduce a pochi incontri. Quale preparazione potrà avere quando riceverà la Prima Comunione o la Cresima? Non è difficile accorgersi che già dopo la Prima Comunione molti si allontanano dalla Chiesa. Si parla di coinvolgere i genitori e in verità non mancano alcune coppie che seguono i figli e hanno interesse che ricevano una educazione alla fede nella Chiesa. Ma come convincere quelli che si accontentano che il figlio riceva i sacramenti senza però che poi ci sia una continuità nel vivere la fede? La Santa Messa domenicale Anche su questo punto ci sarebbe tanto da dire! Constatiamo che i bambini e adolescenti, nella stragrande maggioranza sono assenti, e questo fatto ci preoccupa non poco. In famiglia non si dice più:” Vuei a è fieste, anin a Messe!”. Molto spesso alla domenica ci sono impegni sportivi o si evade con la famiglia. Questa può essere una buona scusa per tralasciare la S. Messa. Una famiglia attenta ai suoi doveri di cristiani sa anche programmare la sua partecipazione alla Messa. Ma se gli adulti non sentono il richiamo delle campane, tanto meno lo si può pretendere dai figli. Questo fatto crea nella mente dei giovani che tutto ciò che riguarda la Chiesa e la fede sono cose superflue. S e i nostri giovani sono la società del futuro, se li educhiamo all’assenteismo cosa ci si dovrà aspettare?

I Chierichetti. Vorrei caldamente invitare i genitori ad insistere presso i loro figli sulla importanza di partecipare alla S. Messa da chierichetti accanto al sacerdote. Essere vicino all’altare significa fare un servizio liturgico ed inoltre seguire con più attenzione la liturgia che per un bambino potrebbe essere anche un po’ noiosa. A Cleulis in questo campo ci si impegna maggiormente ed è commovente per il sacerdote celebrare alle 7.30 del mattino nei giorni feriali anche di inverno con quattro o cinque chierichetti. Una volta all’anno la diocesi li invita a Udine per la loro festa e ancora Cleulis si è fatto sempre onore. Purtroppo molto spesso accade soprattutto a Paluzza e a Timau che stranamente nelle feste più solenni essi vengono a mancare con grande rammarico del parroco perché è indice di  noncuranza e di indifferenza anche da parte di coloro che dovrebbero invogliarli.

Altre iniziative. Vorrei segnalare altre piccole iniziative, ma mi limito a quelle a cui ha dato vita la Cristina soprattutto nei mesi estivi. Si tratta di alcune attività per i piccoli di cui sul bollettino si è sempre dato relazione e pure a momenti di intrattenimento per gli anziani della Casa di Riposo. Dietro il Duomo c’è poi il Campetto di calcio molto frequentato soprattutto durante l’estate. E ancora la Corale Duomo di Paluzza da anni ha dato vita a una Scuola di Musica con sede nella Casa della Dottrina in via Gorizizzo con bravi insegnanti che ormai hanno avuto modo di  trasmettere in tanti giovani l’amore per la musica. A Cleulis e a Timau purtroppo tutto questo non c’è, perché a Cleulis ci mancano i locali e a Timau che invece non mancano, non si riesce a reperire il personale per le varie iniziative. Tuttavia sarebbe ora di mettere insieme le tre  comunità per non disperdere le già poche forze che abbiamo a disposizione.  Chiudo con un appello alle famiglie, facendomi forza con le parole di Gesù:” Lasciate che i vostri figli si avvicinino al Signore e non glielo impedite! Cercate di capire quanto è importante per loro crescere con un maestro come Gesù. Siate i primi a dare il buon esempio e ad aiutarli a capire che ciò che insegna la Chiesa non sono le solite storielle senza valore e poi… sarebbe una grave responsabilità per noi grandi tenere lontani i piccoli dal Signore!”.

E’ alle porte il Santo Natale, l’AUGURIO più bello che posso rivolgere a tutti è che Gesù possa realmente rinascere nei nostri cuori e nelle nostre comunità e soprattutto trovi posto nelle nostre famiglie.

AUGURI VIVISSIMI E UN BUON 2015!

 Il Sjiôr Santul don Tarcisio

 


Timau-Cleulis ancora regina della Tre Rifugi

dicembre 22, 2014

Così come la scorsa estate, anche la bella stagione che ci siamo appena lasciati alle porte, è stata intensa per i podisti delle Polisportiva Timau-Cleulis, i quali fra competizioni agonistiche e non, si sono dati un gran daffare sulle strade e sui sentieri regionali e nazionali. Come ogni altra stagione, anche questa appena trascorsa ha regalato tante soddisfazioni agli atleti e ai tifosi della nostra società. Sabato 29 novembre si è definitivamente chiusa la stagione 2014 del Trofeo Gortani con le premiazioni che si sono tenute in quel di Rigolato. Com’è ormai tradizione, la Timau-Cleulis è riuscita a presenziare su vari gradini del podio, sia nelle classifiche per categorie che in quelle riservate alle società. La Polisportiva, nelle premiazioni individuali, ha presenziato ben 8 volte sul podio, mentre nelle classifiche riservate alle società la Timau-Cleulis risulta 2° sia nel Trofeo Portatrici Carniche (riservato a tutte le categorie femminili) sia nella Classifica Generale delle Società. Come da quattro anni a questa parte, la Timau-Cleulis, con la collaborazione di associazioni locali e del Comune di Cercivento, ha organizzato l’ultima domenica di luglio la Stafete dai Cirubiz, competizione che apre il mese dedicato alle staffette alpine. La partecipazione alla gara è stata positiva, infatti le squadre al via erano circa una trentina. La gara femminile è stata dominata delle atlete delle Timau-Cleulis Menean-Garibaldi, che già nella prima frazione avevano ipotecato la vittoria. Anche in campo maschile la Timau-Cleulis ha dominato la gara vincendo con il trio Ferigo Elio-Primus Marco-Romanin Mirco che ha distanziato i secondi arrivati di circa 1 minuto. Questi i risultati delle altre 2 squadre maschili: 6° il trio Primus Giovanni-Cortolezzis Fabrizio-Ferigo Simone e 11a la squadra Vergendo-Puntel-Gardelliano. I podisti si sono cimentati poi nelle altre staffette, correndo a Ravascletto la Staffetta delle Vette, a Camporosso la Staffetta del Monte Lussari e infine a Collina la regina delle staffette alpine: la 3 Rifugi. Come l’anno precedente, è stata questa gara a dare un’immensa soddisfazione alla Polisportiva: per il secondo anno consecutivo la Timau-Cleulis al femminile si è confermata la regina della 3 Rifugi. Anche la gara maschile ci ha riservato il podio: il trio Toninelli-Ferigo Elio-Primus Marco infatti è giunto al traguardo di Collina in terza posizione dietro al Team La Sportiva e ai vincenti dell’Aldo Moro. Questi i risultati delle altre compagini maschili: 5° il terzetto Galassi-Romanin-Carrera, 11° il trio Englaro-Puntel Antonio-Vergendo, 12a la squadra dei giovani Primus Giovanni-Ferigo Simone-Puntel Fabrizio e 33a la compagine Gardelliano-Puntel Erwin- Cortolezzis. Il Campionato Carnico 2014 si è concluso domenica 5 ottobre, con l’ultima partita disputata a Ravascletto contro l’Ardita di Forni Avoltri. Tale partita, vinta per 7-0 dai Caprioli, è stata la conclusione di un’annata altalenante fra alti e bassi. La prima gara della stagione, un derby di Coppa Carnia disputatosi a Paluzza, vinto ai rigori dalla Timau-Cleulis dopo una partita dominata, aveva fatto sperare i tifosi in una sicura promozione. Con l’inizio e il prosieguo del campionato, invece, la squadra ha alternato momenti di buona forma a momenti di amnesie, che hanno fatto lasciare qualche punto per strada alla squadra allenata da mister Boschetti. Al termine del campionato i Caprioli hanno chiuso la stagione calcistica in 5a posizione, con 34 punti guadagnati in 22 partite ottenendo i seguenti risultati: 9 vittorie, 7 pareggi e 6 sconfitte. Augurando alla squadra di ottenere risultati sempre migliori, auguriamo anche un pronto e tanto sperato ritorno nel campo di Timau, reso ancora inagibile della costruzione dei nuovi spogliatoi, che ha costretto i giocatori ad andare a disputare la partite nel campo neutro di Ravascletto.

Per ovvi motivi spaziali e temporali, non sono stati nominati tutti i partecipanti alle varie competizioni e nemmeno coloro che “lavorano dietro le quinte”…  un ringraziamento però è d’obbligo a tutti coloro che si prodigano nell’attività sportiva del nostro piccolo paese! Perciò, augurando buone festività natalizie a tutti voi, ringrazio tutti gli atleti grandi e piccini, i loro allenatori, i dirigenti, i sostenitori e ultimi ma non per importanza i genitori!

 Gabriele Primus


AFDS: Un grazie lungo 40 anni

dicembre 22, 2014

La sezione di Cleulis dell’Associazione donatori di sangue, il 27 luglio 2014, ha avuto l’onore di celebrare il 40/esimo anniversario della propria fondazione con tutta la comunità, orgogliosa e riconoscente verso i tanti benemeriti donatori che si sono susseguiti nel tempo in seno all’associazione, mostrando solidarietà e amore verso il prossimo. L’attesa celebrazione dell’evento ha preso il via in mattinata con il raduno di tutti i donatori locali ed i rappresentanti di altre sezioni presenti al raduno con i rispettivi labari. Tutti insieme hanno quindi assistito alla celebrazione officiata dal parroco Don Tarcisio Puntel. Al termine del rito religioso i partecipanti si sono raccolti sul sagrato della Chiesa per l’inaugurazione del monumento dedicato al Donatore di Sangue, cui è seguito il pranzo offerto dalla Sezione. Il presidente Provinciale Renzo Peressoni ha evidenziato l’importanza del traguardo raggiunto, auspicando un ruolo attivo dei giovani. Un momento di commozione si è avuto con la consegna di una targa ricordo a Puntel Umberto, 97/enne, socio fondatore e primo Presidente della Sezione Afds di Cleulis che per motivi di salute non ha potuto essere presente consegnatagli dal Presidente di Sezione, accompagnato dal presidente provinciale, dal sindaco e da una rappresentanza del Direttivo con il labaro della Sezione. Va ricordato che di questo quarantennale al 31 dicembre 2013, la sezione risulta con ben 130 iscritti di cui 108 effettivi donatori. Li vogliamo ricordare tutti e ringraziare per la loro fedeltà, all’ideale che hanno scelto e in cui credono.  A coloro che ci hanno lasciato va il nostro ricordo riconoscente, quelli attualmente attivi, l’augurio di buona salute per continuare nel loro gesto; a chi non ha mai “provato” la bellezza e la soddisfazione che dà la donazione. Avanti così Donatori e Donatrici di Cleulis, a tutti quindi sono rivolte queste poche parole sicuri che ognuno troverà stimoli e certezze. L’ 8 novembre c’è stato poi il consueto appuntamento con l’autoemoteca. Quest’anno ci è stata inviata dall’Ospedale di Gorizia che garantiva 21 prelievi. Arrivando da così lontano alla fine abbiamo raggiunto quota 27: 21 donazioni di sangue intero e 6 di plasma. Ci sono stati anche 3 nuovi donatori: Thomas Primus, Chiara Puntel e Davide Bellina. Anche per questa volta il nostro impegno con l’autoemoteca è stato mantenuto; ringraziamo tutte le persone convenute e i tre nuovi, auspicando sempre una buona partecipazione. Speranzosi di continuare sempre con l’entusiasmo che ci contraddistingue, cogliamo l’occasione per augurare a tutti i lettori buone feste.

 Il direttivo