Relazione anagrafica al 31.12.2010

aprile 17, 2011

Battezzati: n. 7 (nati 4)
BRUSCIA Federica di Gioacchino e Ferigo Erica
CASAGRANDE CECCHIN Christian di Sandro e Puntel Erica (TV)
CARGNELUTTI Nicole di Paolo e Primus Karin (Artegna)
PUNTEL Tommaso Seth di Auro e Dorigo Lorena
PUNTEL Matteo Simone Fiore di Giampaolo e Puntel Milietta
PUNTEL Filippo di Edy e Gonano Barbara
MICOLINO Iris di Germano e Puntel Emiliana

Matrimoni: n. 1
Maieron Giordano con Puntel Jessica

Matrimoni fuori parrocchia: n. 2 (entrambi residenti a Cleulis)
Puntel Mosé con Del Fabbro Eugenia (a Forni Avoltri)
Puntel Ermanno con De Franceschi Mary (a Paluzza)

Defunti: n. 5
Puntel Umberto Giobatta di anni 72
Puntel Maria di anni 86
Primus Assunta di anni 90
Puntel Giovanna di anni 85
Puntel Gilda di anni 95

Defunti fuori parrocchia: n. 3
Puntel Giannina di anni 63 (Milano)
Puntel Maria ved. Franz di anni 86 (Moggio)
Primus Olivo di anni 98 (USA)

SS. Messe celebrate: n. 190
SS. Comunioni distribuite: n. 8.600
Abitanti presenti in paese: n. 400

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Sguardo su gente nostra, cronaca, storia e… dintorni

aprile 17, 2011

2 dicembre 2010. Nuova strada di Enfretors.
Nella giornata del 2 dicembre, prima che le nevicate lo impedissero, è stata aperta al traffico veicolare la nuova variante stradale che dalla località Cimadôr (ai piedi del Moscardo) posta all’inizio dell’abitato di Casteons. Questa nuova strada elimina un “punto nero” della statale 52bis ovvero il ponticello in legno, manufatto della Grande Guerra, che oltrepassava la fossa anticarro. Il ponte ormai inadeguato a sostenere flussi veicolari di qualsiasi genere è stato aggirato dalla nuova strada che, ‘alzandosi’ rispetto al manto stradale precedente, punta con un ampio curvone verso il greto del Bût per ricongiungersi, dopo Enfretors, alla statale per Paluzza.

25 dicembre. Festività del Natale.
Le festività natalizie sono sempre molto sentite nel nostro paese, in questo contesto le celebrazioni della vigilia e del giorno di Natale hanno visto la chiesa gremita di fedeli. Nel tardo pomeriggio del 25 proveniente da Placcis è arrivato anche Babbo Natale che nella piazza del paese ha distribuito i doni ai più piccini davanti a nostalgici genitori. Il 27 dicembre organizzato dai Giovins Cjanterins, come ormai avviene da un paio d’anni, si è svolto nella chiesa un affollato concerto di Natale. Presenti i cori “T. Unfer” di Timau e il gruppo “Musicanova” di Magnano in Riviera che hanno proposto brani del loro ampio repertorio e alcuni pezzi in tema con il periodo natalizio.

I° gennaio 2011. Capodanno
I coscritti del 1991, dopo aver partecipato alla Santa Messa a loro dedicata, hanno iniziato il giro delle case del paese cantando l’antica canzone della “Stella” e augurando a tutti un “bon principi”. Anche questa tradizione è ancora molto sentita a Cleulis tanto che ad aiutare i coscritti nel loro giro cantato si aggiungono parecchi compaesani non più ventenni.

6 gennaio. Epifania.
Alla Santa Messa dell’Epifania erano presenti le penne nere di Cleulis a fare da cornice attorno all’altare, si è pure svolta la benedizione dell’acqua e dei bambini del paese. Dopo la celebrazione si è svolta l’annuale assemblea del gruppo Ana di Cleulis. con il rinnovo delle cariche sociali.

15 gennaio. Manifestazione contro l’elettrodotto.
Dopo la grande manifestazione di Paluzza del 13 novembre scorso con la presenza di millecinquecento persone si sono ritrovati due mesi dopo in quattromila presso il ponte di Caneva per ribadire la propria contrarietà all’elettrodotto aereo che sfregerebbe in maniera irreparabile la nostra valle. Alla multicolore e chiassosa sfilata che partiva dal ponte di Caneva con arrivo nella piazza principale di Tolmezzo, oltre a numerosi sindaci (assenti ingiustificati quelli di Tolmezzo e Cavazzo) e altre autorità civili e religiose (un plauso doveroso al discorso di don Di Piazza) era presente anche un nutrito gruppo di compaesani con apposito striscione di protesta.

5 marzo. Carnevale a Cleulis.
Si è svolta la sfilata delle maschere per le vie del paese. Alle 14.30 al suono dei campanacci e delle trombette i mascarats hanno animato le vie di Placcis e Cleulis confluendo nella piazza del paese chiusa per l’occasione ai veicoli. Qui i Giovins Cjanterins, mascherati anch’essi di tutto punto, hanno allestito un gazebo in cui si sono distribuiti i crostoli e bevande a tutti i partecipanti. Alle numerose maschere di Cleulis si sono unite per far festa tutte assieme le caratteristiche maschere di Timau: le Jutalans. E dopo i coriandoli e i campanacci del carnevale, ecco arrivare la Quaresima con le ceneri distribuite sia alla messa del mercoledì, sia alla funzione della domenica successiva. Iniziano così i quaranta giorni di penitenza e riflessione che ci porteranno prima alla settimana Santa e successivamente alla Pasqua.

a cura di Luigi Maieron


La Giaco in maglia azzurra

aprile 17, 2011

Continua l’appuntamento con le passioni egli hobby dei nostri paesani, con una figura femminile: Giacomina Puntel (Giaco in paese e per gli amici), con l’insolita, per quei tempi, passione per il calcio. Io e la Giaco abbiamo appuntamento nella mansarda della sua casa in Somlavila. Da lassù, domina tutta la borgata di Cleulis. Mi accoglie con pasticcini, ma soprattutto con la tavola ricoperta di album pieni di foto e ritagli di giornali che narrano le gesta in campo della nostra calciatrice. La Giaco, infatti, ha giocato in serie A e anche nella Nazionale di calcio femminile.

Quando e perché hai iniziato ad avere questa passione insolita per una ragazza di quei tempi?
Perché fin da piccola, invece di giocare con le bambine del paese, frequentavo e giocavo con i miei fratelli e i loro amici a pistole e a pallone. Mio padre Gjent diceva sempre: “vela aì a doveva nassi cu la brucja!”. Si giocava sempre a pallone in piazza o “inta busa di Valisseles”. In quel tempo mi buttavo giù anche con gli sci dalle piste di Culisit. I miei primi sci me li regalò Fiore di Peta. Praticai anche sci da fondo ottenendo 5 titoli nazionali individuali a 19 anni. Nel 1976 io e la Claudia di Falcin abbiamo scritto una lettera alla società di calcio femminile di Pordenone. La quale ci convocò subito per un provino a Trieste. Vincemmo sette a zero contro il Vesna e io segnai 5 reti. Così iniziò la mia carriera calcistica con le biancoverdi di Pordenone.
Cosa ti dicevano i tuoi genitori di questa tua passione e chi ti ha seguito in questa tua avventura?
Gjent e la Liva non erano contrari ma mi dicevano che prima dovevano venire i lavori di casa e della campagna e poi il gioco. L’allenamento settimanale lo facevo aggregandomi ai ragazzi del Timau-Cleulis; mi ha seguito logisticamente mio fratello Modesto portandomi a Pordenone per le partite e per gli allenamenti. Poi subentrò mio marito Mauro, che mi allenava con la Virtus Tolmezzo, e se sono riuscita ad indossare la maglia azzurra è merito suo.
In quali squadre hai giocato e in quali ruoli?
Ho giocato per dieci stagioni sempre con le bianco-verdi di Pordenone. Cinque stagioni in serie 8 e 5 in serie A. La squadra del Pordenone era stata costruita per la promozione in serie A e dopo averla ottenuta non siamo più retrocesse per 5 anni consecutivi. Giocavo nel ruolo di mediano, ispirandomi a Oriali, grande interprete del ruolo con la maglia dell’Inter; in nazionale, invece, giocavo nel ruolo di terzino destro o stopper.
Quante maglie azzurre hai indossato e con quali emozioni?
Ho collezionato 16 presenze con la nazionale più 4 nel Mundialito, vinto a Jesolo. Una mia compagna (Vignotto) del Pordenone Calcio mi segnalò al club nazionale, così esordii in Cina il 2 ottobre 1984 per un torneo internazionale di calcio femminile. Fummo eliminate in semifinale ai calci di rigore contro l’Australia. Le emozioni che provai nel sentire l’Inno di Mameli sono indescrivibili, mentre ascoltavo e cantavo l’inno nazionale da così lontano il pensiero e il cuore erano a Cleulis, in Somlavila. Il 1984 fu un anno indimenticabile, perché oltre all’esordio in Nazionale, mi sposai con Mauro, il 29 dicembre.
Quali infortuni hanno frenato la tua carriera?
Mi infortunai nel 1987 in maniera seria al ginocchio giocando in Giappone con la maglia azzurra contro la Svezia. Mi operarono subito a Roma, ma da allora i problemi alle ginocchia continuarono. Così nel 1987, mi ritirai dall’attività agonistica dedicandomi ad allenare il Treppo Carnico femminile. Nel 1989, nacque il mio primogenito Angelo, seguito nel 1992 da Giulio, così decisi di lasciare tutto definitivamente e di dedicarmi a loro.
Se tu fossi ct di una calcio di clevolans. Chi convocheresti?
In porta metterei il Tita di Emma; in difesa, con il libero Lino di Menia, metterei Celso, Walter e Walter Picot. A centrocampo, Gabri, Nino, Livo e Claudio. Nel ruolo di punte: Remo e Bruno.

Luigi Maieron


La religione è fonte di benedizione

aprile 17, 2011

La religione fa bene o fa male? La religione è invenzione umana o rivelazione divina? Io vedo in questa maniera. Ogni essere umano è religioso. Questo aspetto fa già parte della sua natura. Dio ci ha creati cosi! Psicologi come Karl Gustav Jung dicono che la conferma di questo si trova nella profondità della psiche umana. Per questo motivo Jung dice che: “Fra tutti i miei pazienti di più di 35 anni non c’è nessuno il cui problema non fosse il recupero della religione”. La radice dell’infermità di tutti sta nell’aver perso ciò che la religione ha dato ai suoi credenti, in tutti i tempi; e nessuno resta realmente curato se non recupera il suo obiettivo religioso. S. Agostino dice che Dio è più intimo al mio intimo che io sono intimo al mio intimo e che il suo cuore inquieto ha trovato riposo solo in Dio. Vivere la propria religione significa vivere il suo essere religioso, nel caso contrario io devo sostituirla con altri assoluti che non sono altro che idoli voraci. Nessuno vive senza un assoluto nella vita.
La religione è il risultato della proposta di Dio e della risposta dell’uomo. Dio fa la sua proposta attraverso il Cosmo, la Storia, la Coscienza. Questa è la rivelazione naturale. L’uomo, essere religioso, prima di questa proposta, dà la sua risposta di uomo santo e peccatore. Da qui sorgono le religioni sapienziali, le religioni che sono filosofie di vita. La conseguenza della proposta di Dio è la riposta dell’uomo. In modo straordinario Dio ha fatto la sua proposta attraverso delle persone ispirate, i profeti e infine per mezzo del suo Figlio, Gesù Cristo. Da qui le religioni profetiche: Mosè per il giudaismo, Maometto per i musulmani, Gesù Cristo per i cristiani. Per noi cristiani, in Gesù abbiamo ricevuto la migliore risposta perché Lui è senza peccato. L’Antico e il Nuovo Testamento sono anche libri umani, ma nei quali è contenuta la proposta di Dio. Nella parola umana noi riceviamo la Parola di Dio.
La religione accolta e vissuta è fonte di benedizione. No alla religione fanatismo, no alla ossessione religiosa nevrotica. La religione è fonte di equilibrio del mondo: equilibra il profano e il sacro, l’assoluto e il relativo… La religione vissuta mi mette al riparo da ogni chiusura, dall’individualismo, dall’egoismo e mi apre all’altro e al Grande Altro che è Dio. La religione è fonte di libertà e gratitudine. I veri praticanti non sentono la religione come un peso insopportabile che toglie la libertà. Al contrario. Se io continuo fino ad oggi nella mia vocazione è perché essa mi fa sentire veramente libero. L’uomo religioso è libero dall’angoscia causata dall’insicurezza esistenziale e dalla paura. La religione è fonte di salute psichica. Ricordiamo Jung! Il credente sa che l’ultima parola non è sua, ma di Dio. “Io ho deciso!”. No! Dio ha già decisciò che è vero e ciò che è falso moe così l’uomo conosce ciò che è il suo obiettivo. Sta in dialogo con l’Altro e così trova la dignità.
La religione è fonte di umanesimo integrale. I santi sono coloro che hanno vissuto più profondamente il loro essere gente. Il teologo Leonardo Boff scrive di Gesù Cristo: “Egli fu tanto profondamente umano che poteva essere solamente Dio” questi sono solamente alcuni benefici che ci offre la religione accolta e vissuta. I carismatici ci parlano delle innumerevoli guarigioni che la preghiera realizza. I medici e gli infermieri ci possono informare sulla differenza che intercorre fra i malati che vivono la fede e quelli che non ce l’hanno. Perché i disoccupati, i sequestrati, i malati, le persone in lutto si ricordano della religione?

Pesaci (passaggio) è il passaggio del Signore,
il Signore passi accanto alle nostre case, benedica e protegga i bambini, i giovani, gli anziani, gli infermi, gli sposi. Porti a tutti PACE E AMORE.
BUONA PASQUA!

Siôr Santul, don Tarcisio Puntel


L’impresa di Gugliemo Puntel

aprile 17, 2011

C’é anche il nostro compaesano Guglielmo Puntel, fra i componenti del “Battaglione Ciò Cocoli” di Trieste, che il 2 agosto 2010 ha ripristinato il crocifisso sulla “Creta di Tamau”, prima benedetto da don Tarcisio. Il giorno prima, lo stesso parroco, con una partecipata cerimonia, aveva lodato l’iniziativa. Di buonora, raggiunta Malga Pramosio, il gruppo ha trasportato il materiale sino alla vetta. Ha quindi proceduto alla costruzione del basamento (pietre a malta granita) inserendo la piastra con inciso il nome del gruppo ed infine il sostegno per il crocifisso, il tutto ben cementato ed ancorato al terreno. Il Btg. Ciò Cocoli di Trieste si è avvalso anche della collaborazione del Corpo Forestale della sezione di Paluzza. Complimenti a Gjelmo e ai suoi amici.


Forza e coraggio che arriva Pelagio!

aprile 17, 2011

Pelagio Maieron nacque nel 1913 a Cleulis e per varie vicissitudini visse la sua infanzia in quel di Timau. Arruolato come alpino partecipò alla campagna d’Africa prima e poi nella seconda guerra combatté sul fronte greco albanese prima d’essere congedato. Si sposò nel ‘37 con Orsola Primus “Venezian” nota ai più come Sjulin dalla quale ebbe quattro figli e visse con loro nella casa di Laipacco fino al sopraggiungere della morte nel 1995.
E’ stato uno dei pionieri motorizzatori del paese con quella che lui chiamava “scalambretta” con la quale portava spesso anche Sjulin per delle scampagnate o semplicemente per muoversi. Poi fu la volta della Vespa e in fine, ormai anziano si prese una Ape 50 perché, diceva che ora: «Pelagio va adagio».
Tecnologicamente all’avanguardia fu uno dei primi a possedere la radio e in seguito la televisione per cui in questi periodi la loro abitazione era la meta serale dei vicini che ivi si recavano per vedere i programmi di questo nuovo prodigio della tecnologia. Ricordo nelle molteplici visite coi nonni, “a cjatâ la classe Sjulin” diceva mia nonna, che casa loro era tappezzata di giornali che servivano per proteggere l’arredamento dal loro particolare animale domestico, una gallina col ciuffo, chiamata Tubie, con buona pace di mio nonno, che la prima gallina simile capitatagli nel pollaio, la chiamò Pelagio e poi lo invitò a vederla, si scambiarono alcune battute e tutto finì con un “taiut” in compagnia.
Personaggio eclettico e un po’ stravagante, soprattutto se rapportato al più serioso stile di vita in voga allora. Sarcasmo e autoironia uscivano dalle storielle, dalle battute e dai motti che andava raccontando anche a noi che allora eravamo bambini. Della guerra in Albania, per esempio, raccontava spesso non senza enfasi le sue gesta eroiche e di come in seguito l’avessero promosso: «sergente che non sapeva niente e cavaliere senza cavallo», alle ragazze diceva spesso «tu tu seis zovenca e jo sei vecjenco» ma la sua massima era «Forza e coraggio che arriva Pelagjo, finito il coraggio morto Pelagjo».

Ivan Puntel


Associazione Latteria: ristrutturazione in vista

aprile 16, 2011

Martedì 15 marzo si è svolta l’assemblea dei soci dell’associazione culturale Latteria Sociale di Cleulis. Dopo la costituzione di questa nuova associazione, nel mese di dicembre il consiglio direttivo ha provveduto alle nomine delle cariche sociali. Presidente è stato eletto Walter Punte!; vicepresidente Paolino Puntel e segretario Luigi Maieron. Nell’ultima assemblea dei soci, dopo aver approvato il bilancio di questi pochi mesi di attività, si è discusso dei rapporti di convenzione con le altre associazioni di Cleulis che usufruiscono dei locali della latteria. Si è poi passati a verificare se c’è la possibilità di accedere come Associazione Latteria Sociale, a dei contributi per rendere agibili e fruibili i locali posti al pianterreno della latteria. L’idea sarebbe quella di rendere questi spazi, dotati ancora dei vecchi strumenti caseari, sede di una mostra permanente e renderli funzionali per delle prove pratiche divenendo così un “laboratorio caseario” per le scuole.
Approfittando di questo spazio concessoci, l’intero direttivo dell’ Associazione Latteria Sociale di Cleulis porge a tutti i cleuliani vicini e lontani gli auguri di una serena Pasqua.