Sguardo su gente, storia, cronaca di Cleulis… e dintorni

dicembre 17, 2012

Festa di Sant’Osvaldo. Quest’anno la festa del nostro re e patrono Osvaldo cadeva di domenica ma già mercoledì primo agosto sono cominciate le iniziative per festeggiare degnamente il santo. Infatti presso la piazzetta della borgata di Laipacco, sul far della sera, è stato proiettato il film “Glereon: sulle tracce del Silverio” un cortometraggio che racconta in chiave “moderna” la nota vicenda del dannato del Moscardo, ricordato anche dal Carducci. Dopo la proiezione, Celestino Vezzi e i cantastorie del paese hanno presentato in maniera impareggiabile «las contas e liendas di Cleulas». Questa serata ha ricordato ai molti presenti i tempi in cui d’estate ci si ritrovava nelle piazze del paese dopo una dura giornata di fienagione per cantare e scambiarsi qualche chiacchiera in allegria. Giovedì 2 agosto nell’ambito della rassegna “Carniarmonie”, presso la chiesa di Cleulis si è esibito il duo pianistico Marchegiani e Schiavo. Venerdì 3 agosto è iniziata presso il piazzale del bar Pakai la tradizionale “Sagra dai cjarsons”. Il giorno successivo, come accade da un paio d’anni, c’è stata la serata country che come sempre fa il tutto esaurito! Il giorno di San Osvaldo, dopo la santa messa celebrata nella nuova cornice della restaurata chiesa di Cleulis, nel pomeriggio si sono svolti i vespri in latino e la tanto attesa processione della statua del santo per le vie di Cleulis e Placcis. La giornata si è conclusa in serata sotto il tendone della sagra, in cui sono risuonate le note intramontabili e nostalgiche del trio Pakai. Un plauso va fatto ai “Gjovins Cjanterins” per la cura e la meticolosità nel organizzare l’evento in maniera impeccabile.

11/12 agosto. Palio das Cjarogiules. Dopo un anno di assenza la frazione di Cleulis ha nuovamente aderito al pressante invito degli organizzatori a partecipare alla due giorni del “Palio das Cjarogiules”. I “Giovins Cjanterins”, coadiuvati da tanti volontari, hanno partecipato alle numerose e dure prove del palio (dal fen, dal seon, da cjame e das cjarogiules) facendosi onore, tuttavia dove hanno veramente eccelso è stato sicuramente presso lo stand eno-gastronomico da loro allestito, ove le prelibatezze proposte sono andate letteralmente a ruba!

19 agosto. Raduno alpino sul Cuel da Mude. Come ormai è consuetudine (siamo giunti alla ventunesima edizione) la penultima domenica di agosto il gruppo ANA di Cleulis ha organizzato il raduno alpino presso la maine da loro costruita nel 1992 sul Cuel da Mude. Dopo l’alzabandiera si è celebrata una messa in ricordo di tutti gli alpini del paese che non sono più tra di noi, dopo di che è seguito il rancio alpino accompagnato dal suono della fisarmonica e da un buon bicchiere di vino.

7 ottobre. Rassegna del canto spontaneo. Givigliana: paesino di poche anime abbarbicato sui monti in posizione invidiabile sopra Rigolato, ha ospitato la rassegna del canto spontaneo di montagna, a cui ha partecipato anche il gruppo dei “Giovins Cjanterins” di Cleulis. Il nostro gruppo giovanile, nato appunto per il piacere del canto spontaneo che anima la gente di quassù, ha proposto vari brani dei canti presenti nel loro cd-book “Un cjant a Cleulas” riscuotendo un notevole successo.

19/20/21 ottobre. 2° concorso internazionale fisarmonicistico “Trio Pakai”. In questi tre giorni di ottobre si è svolto, suddiviso nei paesi di Cleulis, Timau e Paluzza, il secondo concorso internazionale fisarmonicistico intitolato alla memoria del compianto Amato Matiz “Pakai”. Venerdì 19 presso il piazzale del bar Pakai c’è stata l’esibizione di quattro gruppi folk provenienti da Friuli, Cadore e Carinzia. Il giorno dopo il cinema Daniel di Paluzza ha ospitato il concerto dei Gorni Kramer Quartet capitanati dal famoso fisarmonicista Sebastiano Zorza. La terza e ultima giornata si è svolta presso la sala della gioventù di Timau dove si è tenuta l’esibizione delle categorie junior folk e categorie senior classica, variété e folk con le premiazioni finali.

Commemorazione di Ognissanti e dei defunti. Con le giornate malinconiche e grigie di novembre si ricordano i Santi e i defunti che ci hanno preceduto in questa vita. Dopo la messa in ricordo di tutti i Santi all’imbrunire, com’è tradizione, si sono recitati i tre rosari per i nostri defunti. Il giorno due novembre nel pomeriggio c’è stata la messa presso il cimitero con la benedizione delle tombe dei nostri cari. Il cimitero in queste giornate ha l’aspetto di un giardino fiorito di giorno mentre, al calar delle tenebre, le numerose fiammelle dei lumini lo rendono simile a una stella che brilla nel buio del cielo. Domenica 4 ottobre la messa è stata celebrata in ricordo di tutti i caduti delle guerre; a questa è poi seguita la benedizione della sede degli alpini di Cleulis.

Madonna della Salute e festeggiamenti per il 40° sacerdozio don Tarcisio. Com’è consuetudine nella nostra parrocchia, l’ultima domenica del tempo ordinario si festeggia la Madonna della Salute. Quest’anno la giornata ha visto anche i festeggiamenti per i quarant’anni di sacerdozio di don Tarcisio. Alle 10 si è celebrata la messa solenne accompagnata dai canti scelti ad hoc dai Giovins Cjanterins. Prima di concludere la celebrazione la nostra Silvia Puntel ha dedicato una commovente e toccante poesia al festeggiato, dopo di che i Presidenti delle associazioni paesane (Latteria Sociale, Alpini, Circolo Culturale e Giovins Cjanterins) hanno regalato in segno di stima ed affetto un calice e una patena al celebrante. Alla fine della celebrazione un commosso don Tarcisio invitava tutti i presenti al rinfresco a lui dedicato presso il sagrato della chiesa. Nel pomeriggio il canto dei vespri e la processione per le vie di Cleulis e Placcis con la statua della Madonna portata a spalla dalle ragazze chiudeva questa giornata di preghiera, di festa e di ringraziamento a Dio per averci dato un “Buon Pastore” alla guida della nostra comunità.

a cura di Luigi Maieron

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Continua il restyling della nostra chiesa. Restaurata la pala dell’altar maggiore.

dicembre 17, 2012

Il lavoro tecnico. A fine gennaio, la pala d’altare maggiore della nostra chiesa è stata affidata alle sapienti mani della signora Simonetti Luciana per un radicale quanto bisognoso restauro. Il restauro si è protratto per parecchi mesi perchè, come ci ha spiegato la restauratrice, negli anni sessanta la tela fu incollata su un supporto in compensato e ridipinta nelle parti mancanti con tempere scadenti. Tutto ciò ha reso il lavoro di recupero dell’opera difficoltoso. Il lavoro di risanamento della tela si è svolto in cinque fasi: nella prima si è provveduto all’esportazione delle ritinture; quindi si è proseguito alla pulitura delle superfici annerite da fumo delle candele e da vernici preesistenti; nella terza fase c’è stata la stuccatura delle numerose lacune, seguita dalla verniciatura delle parti mancati dell’opera. Per finire si è predisposta una verniciatura protettiva finale per preservarla da agenti esterni. Ora la tela si presenta in tutto il suo splendore originario e si fa notare appena varcata la soglia della chiesa.

Una descrizione. Nel Settecento il notaio Pietro Broili di Paluzza, che aveva due figlie sposate a Cleulis, fece la cameranza per la festa di San Osvaldo e per l’occasione descrisse la pala in questione, scrivendo che era stata dipinta agli inizi del settecento da un’artista della Pontebba Veneta. Infatti in un documento esistente in archivio si legge: «Nella villa di Cleulis vi è un altare di S. Osvaldo con una pittura per pala di altare, di ottima mano di un pittore di Pontebba tedesca. Questa chiesa fu fabbricata nel 1740 ed io fui camerario quest’anno 1770, Notaro Broili». Queste poche note ci spiegano in maniera parziale l’origine di quest’opera. Analizzando la tela sembra che sia stata anche “ritagliata” di alcuni centimetri per porla all’interno dell’altare. Al centro dell’opera vi è raffigurato il nostro santo patrono Osvaldo che tiene con la mano sinistra il corvo con l’anello regale nel becco mentre con la mano destra stringe lo scettro regale. Alle sue spalle è raffigurata la battaglia di Maserfield dove il 5 agosto del 642 a soli trentotto anni trovò la morte per mano del re pagano Penda di Mercia. L’ultimo gesto di Osvaldo prima di essere orrendamente mutilato fu quello di pregare per i soldati che morivano con lui. I resti del corpo del re santo furono venerati come reliquie miracolose e si sparsero assieme al suo culto in tutto il nord e centro Europa. Alla destra di san Osvaldo è raffigurato san Simone co-patrono della nostra parrocchia. San Simone tiene in mano una sega strumento del suo martirio; è tradizione infatti che l’apostolo fu segato in due mentre predicava la “lieta novella” in Egitto e in Mesopotamia. San Simone si festeggia il 28 ottobre e per via del suo strumento di martirio è considerato protettore dei taglialegna e dei tagliapietre. Alla sinistra del re santo si trova san Emidio nato a Treviri (Germania) nel 273 che, dopo la sua conversione al cristianesimo, raggiunse Milano dove fu ordinato sacerdote (296). Arrivato a Roma il Papa lo nominò vescovo di Ascoli e gli affidò la missione di diffondere il cristianesimo nel centro Piceno interamente pagano. Qui il vescovo operò numerose conversioni e guarigioni tanto che il prefetto Polimio lo credette la reincarnazione di Eusculapio e gli chiese di offrire sacrifici agli dei. Emidio si rifiutò e convertì alla fede cristiana la figlia del prefetto, Polisia. Polimio saputo ciò ordinò l’arresto del vescovo e lo condannò alla decapitazione avvenuta ad Ascoli il 5 agosto 303. San Emidio è venerato a protezione contro i terremoti infatti è raffigurato mentre con una mano benedice delle rocce cadenti. Si narra infatti che appena giunto ad Ascoli toccasse le mura della città e subito tutti, e solamente, i templi pagani crollassero come dopo un terremoto. Nel 1703 un violento terremoto sconvolse le Marche ma non colpì Ascoli perchè protetta dal suo patrono Emidio. Sopra i tre santi, sostenuta da una nuvola, è raffigurata la Madonna con Bambino benedicente. Si pensa che i nostri avi scegliendo di raffigurare assieme a san Osvaldo, san Simone, volessero mettere sotto la sua protezione i numerosi boscaioli del paese, mentre con san Emidio volessero un valido protettore contro i terremoti e le frane che quassù sono frequenti.

Luigi Maieron


Notizie dall’Amministrazione Comunale

dicembre 17, 2012

Il 17 novembre 2012 si è svolto presso l’albergo “Al Cacciatore” di Cleulis un incontro della Giunta Comunale con la popolazione. In sala erano presenti all’incirca una trentina di persone, mentre la Giunta era al completo: dal Sindaco Avv. Elia Vezzi, al Vice-Sindaco Giancarlo Magnani, agli Assessori: Puntel Modesto, Plazzotta Michael, Puntel Walter e il consigliere Primus Osvaldo. La seduta si è aperta con la presentazione da parte del Sindaco del nuovo studio di fattibilità approvato dalla Giunta per i lavori di ampliamento dei cimiteri di Cleulis – Timau, San Daniele di Paluzza e di Rivo per una spesa stimata di 430mila euro. Si è discusso inoltre dell’inizio lavori dei parcheggi in Som la Vile – Placcis e Laipacco, dei lavori di rifacimento della fognatura deteriorata lungo la Strada Nuova, lavoro questo già appaltato e che dovrebbe iniziare a breve, dei lavori eseguiti lungo il Pecol, della sistemazione delle barriere ferma neve e dei lavori eseguiti nel plesso scolastico di Cleulis – Timau. Si è discusso inoltre della posa delle barriere stradali che, a detta di molti, sono pericolose in quanto riducono la larghezza stradale. A questo riguardo l’Assessore Walter Puntel si impegnerà quando verranno eseguiti i lavori della fognatura a informarsi con la Protezione Civile se esiste la possibilità di porre rimedio. La discussione si è poi spostata sulle problematiche legate alla presenza del medico nella nostra frazione, cosa questa molto sentita dalla popolazione soprattutto da chi non ha la possibilità di spostarsi verso Paluzza. Da quello che è emerso dalla discussione sembra che ci siano poche possibilità che la cosa si concluda in modo positivo dal momento che l’Azienda Sanitaria ha già dato comunicazione che dal 1 gennaio 2013 non sarà più garantita la presenza dei medici nelle frazioni del Comune di Paluzza.

Walter Puntel


L’anno della fede

dicembre 17, 2012

Con la lettera apostolica Porta Fidei dell’11 ottobre 2011 il Santo Padre ha indetto un Anno della Fede. Esso ha già avuto inizio l’11 ottobre scorso e terminerà il 24 novembre 20013, solennità di Cristo Re. Quest’anno sarà un’occasione propizia perché i cristiani prendano coscienza più profondamente che il fondamento della fede cristiana è “ l’incontro con un avvenimento, con una Persona che dà alla vita un nuovo orizzonte. Fondata sull’incontro con Gesù Cristo risorto, la fede potrà essere riscoperta nella sua integrità e in tutto il suo splendore. Anche ai nostri giorni la fede è un dono da riscoprire, coltivare e testimoniare, perché il Signore conceda a ciascuno di noi di vivere la bellezza e la gioia dell’essere cristiani. L’inizio dell’Anno della Fede coincide con il ricordo di due grandi eventi che hanno segnato il volto della Chiesa ai nostri giorni: il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II° (11 ottobre 1962) e il ventesimo anniversario della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. Perché un anno della fede? E’ un preciso dovere da parte della Chiesa impegnarsi con massima cura perché i fedeli abbiano la possibilità di avvicinarsi al Signore attraverso l’annuncio della Parola, la Catechesi, i Sacramenti, la Liturgia, l’esercizio della Carità. Un anno per la fede è innanzitutto un esame di coscienza su come noi tutti e in primis i pastori viviamo la fede, è un invito alla conversione se è vero che essa non è un abito da indossare in determinate occasioni, ma una luce e una forza che permea tutta la vita, trasforma il nostro modo di pensare, di sentire, di agire, di essere. A dire il vero ci sentiamo un po’ preoccupati da come si stanno mettendo le cose. Viviamo in un momento storico in cui tutti ci sentiamo confusi, ci sono venute a mancare quelle certezze che hanno fondato la vita e la storia delle nostre società. Qualcuno parla di trapasso epocale. Sono messi in discussione molto spesso i contenuti stessi della fede, c’è un rilassamento dei costumi dentro e fuori la Chiesa, mentre questa si trova fra l’esigenza di restare fedele al Vangelo e quella di dover parlare al uomo d’oggi che presenta ogni giorno nuove problematiche tanto che non è facile stargli dietro. Inoltre stanno venendo a mancare i sacerdoti. Quei pochi che restano non riescono più a mantenere un contatto personale con i loro fedeli. C’è molto scontento in tanti cristiani più conservatori che vorrebbero quasi mettere in discussione il Concilio Vaticano II° o in quelli più progressisti, creando un vero sconcerto fra i fedeli, molti dei quali si rifugiano in una religione fai da te o nell’indifferenza. In questo contesto giustifichiamo allora la preoccupazione di Benedetto XVI° e il suopressante invito a riportare la fede nelle famiglie, nel mondo del lavoro, fra i giovani, nel mondo della politica, in quello mediatico. Con gli occhi della fede scopriamo che nei poveri, nei malati, nei sofferenti è presente Cristo. Questa fede ci spinge alla solidarietà, alla vicinanza spirituale e alla lotta contro ogni forma di male.

Nelle nostre parrocchie. Anche se viviamo in montagna, lontani dal fragore delle città, nessuno può dire che siamo fuori del mondo. Oggi i sofisticati mezzi di comunicazione ci hanno portato il mondo in casa e le cose sono molto cambiate sotto tutti i punti di vista in questi ultimi decenni. Dal punto di vista della fede attualmente non vediamo più le chiese stracolme di fedeli come nei tempi passati, solo un 10-15% le frequenta ancora.In compenso quel gruppo di cristiani che è rimasto sta prendendo più coscienza del significato del proprio essere credente. Fa male, tuttavia, questa indifferenza diventata generale, questo battezzare i bambini, fare la Prima Comunione o la Cresima e poi scomparire. Dispiace assistere alla resa della nostra società ad uno sfrenato materialismo che porta alla perdita del senso di Dio e ad un marcato individualismo dove non esiste più né la comunità, né l’impegno per la realizzazione del Bene Comune. Tutti quanti molto spesso ci lamentiamo per questo nostro modo di vivere che non porta vera felicità, ma poi il nostro fatalismo non ci permette di reagire perché tanto “io non posso cambiare le cose”. Eppure se si vuole si può fare molto: io ne sono convinto! Ecco allora una piccola proposta che faccio ai miei fedeli per questo anno della fede: TUTTI COLORO CHE DESIDERANO RIMANERE FEDELI AL SIGNORE SI IMPEGNINO A PARTECIPARE OGNI DOMENICA ALLA SANTA MESSA. Sono certo infatti che se riusciremo a formare una bella comunità attorno all’Eucaristia, molte cose cambieranno. Una famiglia che partecipa unita alla S. Messa ha la possibilità di incontrare i fratelli nella fede, ascoltare la Parola di Dio e accedere così anche a un’istruzione religiosa e accogliere i Sacramenti che sono i mezzi attraverso i quali Dio ci fa arrivare la sua Grazia. In questo modo una comunità si rende visibile e anche questa è una forma di evangelizzazione. Una fede che non si alimenta così un po’ alla volta muore ed è ciò a cui stiamo assistendo attorno a noi. Non propongo altro: solo questo perché sono certo che il Signore farà poi anche il resto.

E’ di nuovo Natale! Anche se siamo riusciti a banalizzare anche una ricorrenza così stupenda perché ci porta il Signore Gesù che è il Grande Dono di Dio all’umanità, io voglio sperare che almeno noi accogliamo con grande apertura di cuore il grande messaggio di Pace e di Amore che il Natale ci offre. Per questo motivo sia il momento in cui noi cristiani riscopriamo l’Amore di Dio che ci chiede di entrare nella nostra storia e di diventare nostro compagno di viaggio. Un Dio che si fa Uomo per elevarci alla vera dignità di figli suoi. E’ da queste considerazioni che nasce il mio AUGURIO che rivolgo a tutti i miei parrocchiani vicini e lontani e aggiungo un pensiero particolare ai sofferenti e agli anziani, ai bambini nati durante quest’anno, ai fratelli che ci hanno appena lasciati per entrare nell’eternità, ai nostri giovani che guardano con speranza, ma anche con apprensione al loro futuro, agli sposi che hanno il grande compito di educare e portare avanti l’impegno della loro famiglia. Invoco su tutti la benedizione del Dio che si è fatto Bambino per essere più vicino all’uomo anche quello più piccolo come Lui.

 

Il Siôr Santul, don Tarcisio Puntel


Giovins Cjanterins: un’estate molto intensa

dicembre 17, 2012

Da qualche anno ormai noi “Giovins Cjanterins” ci occupiamo dell’organizzazione di quegli eventi che costituiscono le principali occasioni di incontro per tutta la popolazione. Quest’anno, oltre che esserci dedicati alla buona riuscita della serata “Sot il tei” e della sagra, abbiamo deciso di partecipare anche al “Palio das Cjiargiules”. Ma andiamo per ordine.

Il 28 giugno, sot il tei di Placcis la compagnia teatrale di Sutrio ci ha intrattenuti con la strepitosa commedia “Il muart in cjase”. Grazie all’eccezionale simpatia degli attori e alla temperatura gradevole che raramente accompagna le serate estive qui in montagna, si è creata un’atmosfera speciale che ci ha fatto dimenticare i problemi quotidiani e che ci ha regalato momenti di puro divertimento. Le donne del Paese hanno collaborato per preparare un abbondante e favoloso spuntino che ci ha tenuti occupati in attesa dell’inizio della partita Italia-Spagna, che è stata proiettata su grande schermo per poterla guardare tutti assieme. Purtroppo abbiamo perso, ma dato che il nostro intento, al di là della partita, era quello di riunire la comunità per passare una serata allegra in compagnia, direi che ci siamo riusciti! Il secondo evento della stagione estiva è la “Sagra dai cjarsons”, che si sa, è un momento speciale per tutti noi di Cleulis, anche perché in quest’occasione tornano in paese molti cleuliani che abitano altrove. Quest’anno alle tre serate danzanti, ne abbiamo aggiunta una un po’ particolare dedicata ai racconti e alle leggende di Cleulis. Così mercoledì primo agosto, sotto un bellissimo cielo stellato, ci siamo ritrovati nella piazzetta di Laipacco ad ascoltare, coma tas filas di una volta, le raccontastorie del paese. Infine sul mûr da Beta è stato proiettato il cortometraggio “Glereons” realizzato da alcuni giovani udinesi e incentrato sulla leggenda di Silverio “il dannato del Moscardo”. Manco a dirlo la serata ha attirato soprattutto la curiosità di tanti bambini del paese. La sagra si è svolta come ormai consuetudine nel piazzale del bar Pakai, e visto il successo, abbiamo riproposto i gruppi musicali dell’anno scorso, che hanno attirato in pista anche chi è un po’ “meno bravo” a ballare… in fondo ciò che conta è divertirsi! Anche quest’anno Patrizia e Giorgio si sono resi disponibili per accompagnare gli amanti della natura in una tranquilla passeggiata a cavallo. C’è stata una piccola novità, introdotta nel menu da noi proposto: il gelato alla vaniglia con i frutti di bosco. Peccato che, visto il clima, più che il gelato sarebbe stato più adatto un vin brulé! Una settimana dopo abbiamo spostato “baracca e burattini” a Paluzza per il Palio das Cjarogiules, al quale non partecipavamo dal 2009. I piatti che abbiamo offerto sono rimasti gli stessi: maltagliati con ricotta e speck, intingolo con salsiccia, polenta e formaggio. La nostra postazione, invece, è cambiata. Infatti quest’anno ci è stata assegnata la Cort di Brunet (di fronte alla Formica per capirci), ma nonostante fossimo un po’ nascosti la gente a noi affezionata non è mancata ed abbiamo avuto un gran successo. Anche nelle gare non siamo andati male, i nostri bambini hanno guadagnato il terzo posto nel “Palio dai fruts”, ma sono state bravissime anche le nostre ragazze nel “Palio dal Fen” e i nostri atleti nel “Palio dal Seon”, da “Cjame” e “das cjarogjules”. Tirando le somme, come tutti gli anni, alcune cose sono andate molto bene, altre si possono migliorare. Ringraziamo tutti coloro che ci aiutano ogni anno ad organizzare tutto ciò e speriamo che questa collaborazione non venga mai a mancare. Una cosa però è stata diversa rispetto agli anni precedenti: quest’anno si è sentita molto la mancanza di uno di noi, il nostro amico Lino, che non si è mai tirato indietro quando bisognava montare il tendone, quando bisognava montare il palco e ogni volta che c’era bisogno di una mano. A lui non serviva chiedere, si sapeva che su di lui si poteva sempre contare, che non si sarebbe tirato indietro e per questo non lo abbiamo mai ringraziato abbastanza. Un grazie particolare va quindi a te, Lino, per tutto ciò che hai sempre fatto per i tuoi amici e per la tua comunità.

Cidulas a Verona. Dopo l’indimenticabile gita a Verona dell’anno scorso, c’eravamo ripromessi di tornarci, certo cosi in fretta non l’avremmo mai immaginato e soprattutto non di andarci appositamente a tirâ las cidulinas. A due mesi di distanza il ricordo di quei tre bellissimi giorni è ancora vivo nella nostra mente: la città in pieno fermento, che con il passare delle ore si riempiva di gente, il fuoco sotto Ponte Pietra, i tramonti mozzafiato e l’entusiasmo della gente che assisteva affascinata e applaudiva per ogni cidula “lungja” lanciata dai nostri “cidulârs” nell’Adige. Un grazie di cuore ai clevolans di Verona per il calore e l’accoglienza che ci hanno riservato. Anche per loro è stato un momento speciale. Sicuramente lo è stato per Rita e Fiorenzina, ma anche per i loro figli e nipoti è stata l’occasione per conoscere più da vicino una realtà certo lontana ma a loro tanto cara. A tal proposito, qui di seguito riportiamo le impressioni di Lorenzo Olivato, nipote di Rita Primus. Per un weekend la mia città, Verona, ha ospitato il “Tocati’ 2012”. Un evento che invita, per due giorni, vari paesi a presentare e far conoscere la propria cultura fatta di musiche, tradizioni antiche e ricette tipiche. La città di Romeo e Giulietta si è immersa in una dimensione tutta nuova: piazza comune per balli in costume, arena per giochi di altre epoche e incontro del passato col presente. Nonostante questa esperienza si ripeta già da qualche anno mai aveva suscitato in me particolare interesse. Tutto è cambiato quando, durante una solita visita a casa della nonna, vengo a sapere da lei della partecipazione a questo evento della Carnia (e di Cleulis),essendo lei nativa di quei luoghi e affezionata alle sue tradizioni. Questo era già un buon motivo per affacciarsi a scorgere il mondo, per me nuovo, di terre che le mie orecchie hanno sentito nella voce della nonna e la mia fantasia ha dipinto dopo vari racconti. A tutto ciò si aggiungeva l’arrivo, per questa occasione, di parenti carnici garanti di quei luoghi e testimoni di antiche tradizioni. Una su tutte quella delle “ciduline”: scaglie di legno infuocate fatte roteare nel cielo accompagnate da una dedica d’amore e di speranza per la vita futura. Questo rituale era ben impresso nei ricordi della nonna che desiderava “tramandarlo”, dalla Carnia, anche qui a Verona ai suoi nipoti. Partecipando al “Tocati’” e concentrandoci sullo stand di Cleulis io e la mia famiglia abbiamo conosciuto persone genuine che ci hanno condotto per la mano nelle vie ormai dimenticate della tradizione popolare, nei paesaggi della Carnia e per una sera con grande entusiasmo ci hanno mostrato il cielo di Verona infuocarsi al lancio delle ciduline. Alla fine dei due giorni abbiamo fatto esperienza di amicizia vera, amicizia carnica, abbiamo concretizzato una parte dei racconti della nonna associandoli a visi di persone dei suoi luoghi: Hans, Erwin, Osvaldo, Monica e molti altri. Anche noi abbiamo fatto la nostra parte guidandoli in un insolito giro turistico by-night per le vie emblematiche della città potendo scambiare cosi con loro il ricordo di una serata serena e emozionante. Alla fine dell’esperienza del “Tocati’” e all’inizio di un legame con persone preziose il cuore suggeriva, quasi d’istinto,: al prossimo “Tocati’” e alle prossime “Ciduline”. Un grande grazie.

Festival del canto spontaneo a Givigliana. A ottobre si è presentata un’altra nuova e interessante avventura per il nostro gruppo: il “Festival del canto spontaneo” a Givigliana. Domenica 7, una folta comitiva di noi giovins ha colto l’invito degli ideatori dell’evento Giovanni Floreani e Novella del Fabbro ed è salita fin lassù. Una manifestazione molto particolare che si pone l’obiettivo di valorizzare il canto nella sua forma più semplice e arcaica. Oltre al nostro erano presenti altri gruppi della Carnia e come ospiti d’eccezione erano presenti le donne di Giulianello (località in provincia di Latina) e la famosa cantautrice -che ha collaborato tra gli altri con Francesco Guccini e Francesco De Gregori – Giovanna Marini. La manifestazione si è svolta principalmente all’aperto, tra le piazzette e le vie ciottolate del caratteristico paesino della Val Degano. Di tanto in tanto ci si fermava e s’intonava un canto o ci si soffermava ad ascoltare le melodie degli altri gruppi. Così abbiamo trascorso una domenica diversa, che ci ha dato la possibilità di conoscere altre realtà e condividere con loro la grande passione del canto. È stata naturalmente anche una bella occasione per trascorrere qualche ora in compagnia, una volta tanto rilassati e senza il pensiero di dover preparare, montare, organizzare, cucinare, pulire e sistemare. Dopotutto ogni tanto è bello anche essere serviti e riveriti!

2°Concorso Fisarmonicistico Internazionale “Trio Pakai”. Dopo il successo della prima edizione, nei giorni 19, 20 e 21 ottobre abbiamo riproposto il concorso fisarmonicistico dedicato al “Trio Pakai”. Un evento che vuole anzitutto essere una festa, un incontro di appassionati della musica e della tradizione attratti e incuriositi dal fascino irresistibile della fisarmonica in tutte le sue varianti. La manifestazione è stata organizzata in collaborazione con l’associazione musicale della Carnia e il supporto in primis del Comune di Paluzza e della Provincia di Udine. Quest’anno oltre al concorso vero e proprio, altri eventi hanno reso il programma ancor più ricco ed interessante. Protagonista indiscussa naturalmente la fisarmonica in tutte le sue varianti. Venerdì sera, alla festa di apertura presso il bar Pakai, quattro gruppi folk provenienti da: Maria Luggau, Campolongo, Arta terme e Montereale Valcellina, hanno suonato fino a tarda notte entusiasmando il pubblico accorso anche da altre vallate della Carnia. Sabato 20 al cinema Daniel, il fisarmonicista Sebastiano Zorza e la sua band, il Gorni Kramer Quartet, ha proposto un ricco repertorio con brani swing, folk, jazz e tango argentino. Infine domenica 21 nella casa della gioventù di Timau si è svolto il concorso, al quale hanno partecipato una ventina di fisarmonicisti, molti dei quali provenienti da fuori regione. Durante la mattinata si sono esibiti i giovani, mentre nel pomeriggio è stata la volta dei senior distinti in due categorie: folk e classico-variétè. L’alto livello proposto ha reso impegnativo il compito della commissione, che in due occasioni ha assegnato il primo premio a due concorrenti giunti a pari merito. Grazie anche alla magnifica giornata autunnale, molte sono state le persone presenti, giunte in particolare dalla bassa friulana. La manifestazione si è conclusa al bar Pakai con le premiazioni dei vincitori; sono seguiti per l’intera serata canti e balli in quell’allegra atmosfera che solo la musica del mitico trio è in grado di creare.

Alla fine di questa carrellata desideriamo ringraziare ancora tutte le persone, enti e associazioni, che in diversa maniera ci hanno aiutato in quest’anno intenso di attività. Un grazie particolare va al nostro cameraman che ha colto ogni attimo delle manifestazioni in cui siamo stati impegnati. Grazie Rizio!!

Hans Puntel, Monica Degaudenz, Lorenzo Olivato


Soddisfazioni e delusioni estive per la Polisportiva Timau-Cleulis

dicembre 17, 2012

Corsa in montagna. La nona ed ultima prova del “45° Trofeo Gortani” di Corsa in Montagna del CSI Udine si è svolta domenica 14 ottobre a Tarcetta di Pulfero. Con questa ultima manifestazione podistica si è definitivamente conclusa la stagione estiva delle gare di corsa in montagna, che ha tenuto impegnati atleti, allenatori, collaboratori e i sempre presenti genitori da maggio fino ad ottobre. Durante tutta la stagione, un susseguirsi positivo di risultati ha permesso alla Polisportiva Timau-Cleulis di figurare su tutti i podi finali del Trofeo Gortani. Infatti, dopo le nove gare, le classifiche conclusive hanno emanato il loro verdetto:

• nella classifica generale GRAND PRIX delle società la Timau-Cleulis risulta seconda dietro ai cugini rivali dell’Aldo Moro di Paluzza e davanti alla Carniatletica di Terzo di Tolmezzo;

• nel Trofeo “Gianni Mirai”, riservato alle categorie giovanili maschili, la Polisportiva si aggiudica il primo posto davanti a Aldo Moro e Edelweiss di Villa Santina;

• nel Trofeo “Portatrici Carniche”, riservato a tutte le categorie femminili, la Polisportiva si aggiudica il gradino più alto del podio precedendo ancora Aldo Moro ed Edelweiss;

• nel Trofeo “Michele Gortani”, riservato alle categorie maschili dagli Juniores ai veterani, la Timau-Cleulis agguanta il terzo posto a pari merito con la Velox di Paularo. Le due società vengono precedute da Carniatletica e Aldo Moro.

Tali risultati sono stati ottenuti grazie al costante impegno profuso da tutti gli atleti e alla loro puntuale partecipazione alle gare. Infatti i risultati dei singoli atleti non ‘portano punti’ solamente alle classifiche di ogni singola categoria, ma anche per le classifiche finali di società. Si capisce dunque come ogni singola prestazione sia stata estremamente preziosa per il raggiungimento di questi splendidi risultati.

Un ringraziamento particolare va fatto a ‘Tite’ (Bellina Giobatta) che durante tutta la stagione si è messo a disposizione per aiutare gli allenatori della Polisportiva nel preparare i numerosissimi bambini che il martedì e il giovedì affollavano il campo da calcio di Cleulis.

Calcio. Il Campionato Carnico 2012 è stato un anno difficile per i “Caprioli” della Polisportiva, che non sono riusciti a ripetere quanto di buono fatto vedere durante le ultime stagioni. Infatti al termine di questo campionato la Timau-Cleulis è retrocessa in terza categoria, dopo una stagione di risultati purtoppo negativi. Nemmeno il cambio di allenatore a metà campionato è riuscuto a dare uno scossone ai ’’Caprioli’’ che, a causa dei continui risultati negativi, hanno chiuso il campionato in ultima posizione con 13 punti conquistati in 26 partite con i seguenti risultati: 3 vittorie, 4 pareggi e 19 sconfitte. Naturalmente tutti i tifosi della Polisportiva augurano ai calciatori un pronto ritorno in Seconda e un brillante e positivo Campionato Carnico 2013.

Ringraziando come sempre i genitori, gli atleti, i sostenitori, i tifosi, la Polisportiva Timau-Cleulis nel suo insieme e voi lettori, porgo sportivi saluti a tutti.

Gabriele Primus


Tradizionale raduno alpino sul Cuel da Muda

dicembre 17, 2012

Domenica 19 agosto, si è svolto il 21° raduno Alpino “Maine Cuel da Mude”. Complice una splendida giornata di sole, i partecipanti e i compaesani si son ritrovati nella località alle 10, avvalendosi del servizio di bus navetta della Protezione Civile, messoci gentilmente a disposizione dal Comune. Presenti alla manifestazione il vessillo Sezionale portato dal consigliere Spangaro e, come rappresentante per la Sezione, il vice presidente Ennio Blanzan. Ben dodici il numero dei gruppi presenti con il gagliardetto: Paluzza, Timau, Paularo, Ovaro, Treppo, Sutrio, Arta Terme, Cercivento, Val Pesarina, Lovea, Tolmezzo, oltre ad un rappresentante (con gagliardetto) del gruppo di Cassacco, sezione di Udine. Gradita la presenza del vessillo dell’Associazione dei donatori di Sangue locale, rappresentata dal Presidente Puntel Sereno. Agli ordini del capogruppo e alla gentile presenza del signor Sindaco di Paluzza avv. Elia Vezzi, alle 10.45 si è proceduto con l’alzabandiera. Successivamente c’è stata la celebrazione della Santa Messa da parte di don Santo De Caneva, sempre gentile e disponibile nei confronti del Gruppo Alpini di Cleulis. Al termine del sacro rito si è proceduto con la lettura della Preghiera dell’Alpino da parte del sottoscritto, che in seguito ha voluto ringraziare tutti i presenti e quanti si son adoperati per la miglior riuscita del raduno, compreso l’intervento del Comune nella sistemazione della strada che da fondovalle porta alla località della maine. Particolarmente toccante è stato il saluto e il ricordo rivolto al nostro socio-amico Puntel Lino prematuramente scomparso lo scorso dicembre, persona sempre presente e attiva in seno al gruppo nelle varie iniziative e manifestazioni da una decina d’anni a questa parte. In seguito la parola è passata al rappresentante per la Sezione Ennio Blanzan, che ha portato il saluto del Presidente, Umberto Taboga, impegnato in altre sedi. Il Sindaco di Paluzza, Elia Vezzi, ha chiuso la parte ufficiale salutando i presenti ed elogiando le iniziative del gruppo, dando continua disponibilità da parte comunale per eventuali necessità future. Puntuali come sempre, alle 12.30 tutti i presenti hanno potuto degustare l’ottimo rancio preparato in loco dal Gruppo, godendosi qualche momento d’allegria all’ombra dei caratteristici faggeti del luogo.

Il Capogruppo, Federico Matiz