Sguardo su gente, storie, cronaca di Cleulis… e dintorni

agosto 3, 2010

22 novembre – Madone da Salût. Al mattino si è svolta la Messa che ha visto la partecipazione di numerosi parrocchiani; come sempre questa ricorrenza è molto sentita a Cleulis. Nel pomeriggio i canti del vespro e la processione con la statua della Madonna portata dalle nostre ragazze per le vie del paese hanno chiuso questa giornata, dedicata a Colei che può guarire le ferite dell’anima e del corpo.

25 dicembre – Natale. Sia la vigilia che il giorno di Natale sono stati caratterizzati da bufere di vento, pioggia, neve con tuoni e lampi: cose mai viste nemmeno dai più anziani. Proprio a causa del maltempo, alla Messa della Vigilia non è seguito il brindisi di auguri sul sagrato della Chiesa, organizzato ormai da anni dai nostri giovani. Babbo Natale invece si è presentato comunque in piazza, per la gioia dei più piccini.

29 dicembre – Concerto. Alle 20.30 in una Chiesa affollata di pubblico si è svolto un intenso concerto di voci gospel con il coro di Tavagnacco.

1 gennaio 2010 – Coscrits. L’ultima domenica del 2009 si è cantato durante la Messa il “Te Deum” di ringraziamento per l’anno appena trascorso. I sei coscritti della classe 1990 hanno aperto l’anno cantando per le case del paese la bella e benaugurante canzone dei “Re Magjos”.

di Luigi Maieron

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Relazione anagrafica al 31.12.2009

agosto 3, 2010

BATTEZZATI: n. 4 (nati n. 3) – PUNTEL GIUSEPPE OSVALDO di Arnaldo e Ursula Puntel; SCREM ELENA di Shuan e Ingrid Esposito; STAFUZZA JOHANNES di Alberto e Catia Puntel; DE OLJVEIRA ANTONIO di Adilson e Juliana Mariano

DEFUNTI: n. 6 – PUNTEL MADDALENA ved. Maieron di anni 88; PUNTEL ASSUNTA ved. Puntel di anni 61; PUNTEL ALICE ved. Puntel di anni 86; BELLINA MARIA ved. Puntel di anni 91; PUNTEL MATTEO (Viti) di anni 99; PUNTEL TULLIO di anni 69

DEFUNTI FUORI PARROCCHIA: n. 7 – PRODORUTTI FERRUCCIO di anni 67 (Francia); MICOLINO INES di anni 95 (Francia); PRIMUS SABINA di anni 89 (Francia); PUNTEL GRAZIELLA di anni 69 (Rigolato); MAIERON TRANQUILLA dì anni 88 (USA); PRIMUS MARCELLA di anni 89 (Arta); PRIMUS ORSOLA di anni 97 (Cercivento)

CRESIMATI: N°13

SANTE MESSE CELEBRATE: N°188

SANTE COMUNIONI DISTRIBUTITE: N° 8.330

ABITANTI PRESENTI IN PAESE AL DICEMBRE 2009 SONO 390


Riflessioni del nostro parroco

agosto 3, 2010

Un dato anagrafico: 2.463! E’ il numero dei residenti nel nostro Comune al 31.12.2009… e si continua a diminuire come da 50 anni a questa parte senza che si possa vedere il pur minimo segno di inversione di tendenza. Anche la popolazione presente a Cleulis negli otto anni del mio ministero, è passata dai 430 ai 390 abitanti attuali. Eppure non viviamo in un Comune sperduto in cima ad una montagna fuori dal mondo. Paluzza si colloca su una strada internazionale, a 15-20 minuti di auto da Tolmezzo, in luogo tranquillo dove non mancano i servizi essenziali. Pochi giorni fa ho incontrato due giovani donne che hanno deciso di vivere qui, nel paese dove è nato il papà. Una viene dalla Francia e l’altra da una città del nord Italia. Mi hanno motivato la loro decisione con il fatto che qui la vita è ancora a misura d’uomo, dove le persone si conoscono e sono solidali tra loro. Dunque i valori appena ricordati hanno il sopravvento, per queste due ragazze. sulle difficoltà che pure il vivere in montagna comporta. E’ vero che a molti il titolo di studio non dà la possibilità di trovare una occupazione in loco, ma per parecchi la città resta sempre sinonimo di un salto di qualità della vita, il che, guardandoci bene attorno, non sembrerebbe poi tanto vero.

Vivere in montagna si può. Penso che dovremmo proprio noi incominciare a guardare con altra mentalità il nostro paese. Decidere di vivere in montagna significa anche credere che “vivere in montagna si può” come recitava uno slogan dell’ultima Assemblea dei Cristiani indetta dall’Arcidiocesi di Udine e che ha affrontato proprio i nostri problemi. E invece mi sembra di individuare nella rassegnazione e nell’individualismo due pericoli per il futuro dei nostri paesi. Eppure anche vicino a noi non mancano esempi di comunità che in qualche modo tentano di reagire. Si tratta di paesi dove è forte il senso della propria identità, della solidarietà sociale, dell’appartenenza alla comunità. Questi sono paesi dove c’è ancora vita e anche le giovani coppie scoprono che lì è bel lo vivere e crescere i loro figli. Nell’anno appena trascorso in tutto il Comune di Paluzza sono nati appena 11 bambini! Quattro a Cleulis, uno a Timau e sei a Paluzza…. Che ne pensiamo? Non è un segnale preoccupante? Con 11 bambini un domani non molto lontano non si potranno tenere aperte due Scuole materne, due Scuole Elementari e neppure le Medie come oggi… Ecco come un paese si degrada e muore! E’ vero che dall’anagrafe comunale sono stati cancellati 41 residenti e 61 i nuovi iscritti. Ma dobbiamo sapere anche che questi nuovi iscritti sono in buona parte anziani che sono stati accolti nella nostra Casa di Riposo che oggi dà un reddito a una cinquantina di dipendenti e che anche l’unica realtà del nostro comune dove la popolazione (130 persone) non diminuìsce. Molti lettori mi potranno obiettare che la vera colpa sta nella mancanza di una politica mirata ad un giusto sviluppo delle zone montane. Da buon carnico posso essere pienamente d’accordo, soprattutto quando vedo i programmi di sviluppo che si sono concretizzati in altre regioni come il Trentino-Alto Adige o la Valle d’Aosta. Ma il mio vuole soltanto essere un accorato invito a non abbandonare il proprio paese se non c’è un vera necessità, a ritrovare il gusto del vivere in paesi dove tutti si conoscono, a operare con le varie associazioni dove i giovani possono trovare momenti di vita comunitaria e di crescita umana e spirituale, nella speranza poi che anche la Regione e il Comune possano individuare delle soluzioni a quei problemi che conosciamo molto bene.

La Parrocchia. Due anni fa è uscito il secondo volume di “Paluzza e la sua Chiesa” di Giulio Del Ben, nel quale il lettore può rilevare come la Chiesa è da sempre stata una isttuzione che ha accompagnato la storia della nostra gente e anche un importante punto di riferimento. Cleulis. fino al 1953, ha fatto parte della parrocchia di S. Daniele di Paluzza e Paluzza è stata anche sede della forania dell’Alto Bût, unita poi nel 1991 a quella di S. Pietro di Zuglio perché ora nella nostra zona sono riruasti soltanto due parroci presenti a Sutrio e a Paluzza, mentre le altre cinque parrocchie sono rimaste vacanti. Questa situazione ha costretto i sacerdoti rimasti ad affidare sempre più a dei laici molte attività di cui il sacerdote un tempo era il principale promotore Dico subito che non è facile oggi tenere unito il gregge, anche se, a Cleulis, i presenti in chiesa, alla domenica rappresentano ancora il 40% dei battezzati e anche più difficile trovare delle persone che dedichino il loro tempo e le loro capacità a beneficio della Parrocchia. Eppure, grazie a Dio, non mancano i cristiani che portano avanti la catechesi, si impegnano nella redazione del Bollettino Parrocchiale, si dedicano alla cura delle chiese e delle strutture parrocchiali e alla liturgia. La presenza di associazioni sportive, culturali, umanitarie, tenute vive dai volontari è una vera ricchezza per tutta la comunità e ci rivelano che un certo potenziale umano non manca. Purtroppo la nostra Parrocchia non ha la possibilità di mettere a disposizione delle strutture di cui le varie attività e iniziative possano beneficiare, avendo a sua disposizione solo il fabbricato della chiesa. Cleulis lamenta la mancanza di una sala o di una struttura che possa raccogliere le persone e le varie attività sociali. A suo tempo la demolizione della Scuola Elementare è stato il grave errore che ha depauperato il nostro paese della possibilità dì avere in quel luogo un importante punto dì riferimento. Un’altra grave difficoltà sta nei vincoli idro-geologici che non permettono alla frazione nella zona alta nuove costruzioni. E’ un vero peccato che ci sia questo grave limite proprio a Cleulis che ha ancora un bel numero di giovani desiderosi di fermarsi a vivere qui.

La forania. La nostra zona pastorale oggi comprende, oltre all’Alto Bût, anche i comuni di Arta, Zuglio e Paularo, per complessivi 11.000 abitanti. Attualmente, con la mancanza di sacerdoti, la funzione della forania ha grande importanza, svolgendo una preziosa attività pastorale. Una volta al mese i sacerdoti trascorrono una giornata insieme per pregare, per uno scambio di esperienze e programmare un’azione pastorale comune. In forania, ancora, si preparano i giovani al matrimonio e, quelli che hanno un’età superiore ai 21 anni, alla Cresima, i catechisti programmano ìnsieme i temi e i metodi per la trasmissione della fede alle giovani generazioni. Sono inoltre da mettere in rilievo alcune iniziative che hanno lo scopo di unire le nostre genti attorno alla fede e alla tradizione. In particolare ricordo i venerdì di quaresima al Santuario del SS. Crocifisso di Timau, la grande Liturgia Penitenziale sempre a Tirnau alla vigilia delle Palme in preparazione alla Pasqua, la festa dell’Ascensione con il Bacio delle Croci a S. Pietro di Zuglio, il 24 maggio la festa al Santuario della Madone dal Clap a Castoia di Salino, la chiusura dell’anno catechistico con i ragazzi di tutte le parrocchie il 2giugno, il 29 giugno la festa di S. Pietro alla cattedrale di Zuglio e chiusura dell’anno pastorale e infine la Marcia della Pace a S. Pietro nell’ultima notte dell’anno. Ho voluto ricordare tutte queste iniziative perché ci rendiamo conto che vivere con la Chiesa significa vivere la propria fede insieme, costruendo giorno dopo giorno la nostra storia sulla scia della tradizione che abbiamo ricevuto. Vivere la fede significa portare ricchezza di valori ai nostri paesi. 

Siôr Santul don Tarcisio Puntel