“Lasciate che i bambini vengano a me”

Dal Vangelo di Matteo 19,13-15. In quel giorno, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano. Gesù però disse loro:” Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite perché di questi è il Regno dei Cieli”.

Siccome il Natale è anche la festa dei Bambini, ho pensato di parlare questa volta proprio di loro e il miglior modo di iniziare è prendere in considerazione il bellissimo brano del Vangelo di Matteo che più li riguarda. Gesù usa una tenerezza e un’attenzione particolari verso di loro, li accoglie e li difende da coloro che li vorrebbero scacciare e arriva perfino ad identificarsi con loro: “Chi accoglie un piccolo, accoglie me” (Mt. 9,37), e “Ogni volta che avrete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me” (Mt. 25,40). Il Maestro sa molto bene che i piccoli sono i più indifesi, coloro che nella società di allora (e spesso anche in quella di oggi) contano ben poco, non sono soggetti di diritti e poi sono gli uomini del domani per cui hanno bisogno di una grande cura, di un grande amore e soprattutto di persone buone e preparate che li aiutino a crescere in modo equilibrato e a sviluppare quelle potenzialità che il buon Dio ha offerto a ciascuno di loro. Certamente non è facile fare il genitore e l’educatore che, al dire di don Bosco, è il mestiere più difficile. Ma dobbiamo pur chiederci quello che stiamo facendo per loro, quanto siamo presenti nella loro giornata, quanto siamo capaci di parlare con loro, in che modo esprimiamo il nostro affetto nei loro riguardi.

Purtroppo molto spesso i genitori, presi dai loro impegni, non riescono a seguirli come sarebbe auspicabile e in questo per fortuna in molti casi ci sono i nonni. In altri casi proprio in famiglia non trovano un ambiente sereno per poter crescere in modo armonico ed equilibrato. Oggi molte famiglie si sciolgono e i primi a soffrire la separazione sono proprio loro che spesso si trovano ad essere sballottati a destra e a manca quando gli adulti pensano soprattutto a far valere le loro ragioni prima di quelle dei figli.

Gli impegni dei nostri bambini. Conosciamo molto bene quelli che sono gli impegni tradizionali di un Bambino o di un  Adolescente: la scuola soprattutto, il catechismo, qualche piccola occupazione in casa…Questo era nei tempi passati. Oggi si sono aggiunte tante altre iniziative per loro: lo sport nelle sue varie espressioni, il nuoto, la musica, il balletto, lo judo, il computer ecc. Talvolta sono tanti i suoi impegni che il povero  bambino non riesce più a ritagliarsi un po’ di tempo libero per inventarsi qualche gioco con i suoi amici. Naturalmente si tratta tutte di iniziative buone che danno una varietà di scelta dove ognuno ha la possibilità di sviluppare le sue attitudini. Purtroppo c’è il pericolo che, caricare di troppe cose un ragazzo, questi non riesca più ad impegnarsi come dovrebbe nei suoi doveri più importanti o a ritenerli meno importanti perché altre attività gli danno maggiore soddisfazione.

La Chiesa. Da sempre nella Chiesa il Bambino e l’Adolescente ha avuto un posto particolare. Tutti ricordano gli anni della fanciullezza quando si andava a catechismo più volte alla settimana, al sabato suonava la campana per le confessioni e alla messa domenicale tutti presenti occupando il posto più vicino possibile all’altare a loro riservato. E poi quanto giocare sul sagrato della chiesa! Insomma si cresceva all’ombra del campanile. Del resto le nostre famiglie non avevano altro da offrire ai loro figli. Non c’era la macchina in casa per il week end, non esistevano neppure i grandi supermercati dove trascorrere la domenica;  forzatamente si restava in paese ed era più facile raccogliere i ragazzi che si accontentavano anche di poco. E oggi le parrocchie continuano a fare le loro proposte, ma sappiamo quanto è difficile poterle realizzare! Prima di tutto perché le persone che danno la loro disponibilità sono sempre meno e poi… quando un parroco deve attendere a più parrocchie e deve tenere la testa occupata in mille impegni è chiaro che le varie iniziative non possono ricevere l’attenzione che meritano. Proviamo ora a prendere in esame alcuni momenti più significativi rivolte ai nostri ragazzi e bambini nelle nostre parrocchie.

La Catechesi. Tutti siamo stati al Catechismo e sappiamo molto bene di quello che si tratta. Una volta alla settimana per un’ora da ottobre a maggio non penso impegni pesantemente un ragazzo. Eppure quanta fatica ad averli tutti! C’è un buon numero per i quali la partecipazione si riduce a pochi incontri. Quale preparazione potrà avere quando riceverà la Prima Comunione o la Cresima? Non è difficile accorgersi che già dopo la Prima Comunione molti si allontanano dalla Chiesa. Si parla di coinvolgere i genitori e in verità non mancano alcune coppie che seguono i figli e hanno interesse che ricevano una educazione alla fede nella Chiesa. Ma come convincere quelli che si accontentano che il figlio riceva i sacramenti senza però che poi ci sia una continuità nel vivere la fede? La Santa Messa domenicale Anche su questo punto ci sarebbe tanto da dire! Constatiamo che i bambini e adolescenti, nella stragrande maggioranza sono assenti, e questo fatto ci preoccupa non poco. In famiglia non si dice più:” Vuei a è fieste, anin a Messe!”. Molto spesso alla domenica ci sono impegni sportivi o si evade con la famiglia. Questa può essere una buona scusa per tralasciare la S. Messa. Una famiglia attenta ai suoi doveri di cristiani sa anche programmare la sua partecipazione alla Messa. Ma se gli adulti non sentono il richiamo delle campane, tanto meno lo si può pretendere dai figli. Questo fatto crea nella mente dei giovani che tutto ciò che riguarda la Chiesa e la fede sono cose superflue. S e i nostri giovani sono la società del futuro, se li educhiamo all’assenteismo cosa ci si dovrà aspettare?

I Chierichetti. Vorrei caldamente invitare i genitori ad insistere presso i loro figli sulla importanza di partecipare alla S. Messa da chierichetti accanto al sacerdote. Essere vicino all’altare significa fare un servizio liturgico ed inoltre seguire con più attenzione la liturgia che per un bambino potrebbe essere anche un po’ noiosa. A Cleulis in questo campo ci si impegna maggiormente ed è commovente per il sacerdote celebrare alle 7.30 del mattino nei giorni feriali anche di inverno con quattro o cinque chierichetti. Una volta all’anno la diocesi li invita a Udine per la loro festa e ancora Cleulis si è fatto sempre onore. Purtroppo molto spesso accade soprattutto a Paluzza e a Timau che stranamente nelle feste più solenni essi vengono a mancare con grande rammarico del parroco perché è indice di  noncuranza e di indifferenza anche da parte di coloro che dovrebbero invogliarli.

Altre iniziative. Vorrei segnalare altre piccole iniziative, ma mi limito a quelle a cui ha dato vita la Cristina soprattutto nei mesi estivi. Si tratta di alcune attività per i piccoli di cui sul bollettino si è sempre dato relazione e pure a momenti di intrattenimento per gli anziani della Casa di Riposo. Dietro il Duomo c’è poi il Campetto di calcio molto frequentato soprattutto durante l’estate. E ancora la Corale Duomo di Paluzza da anni ha dato vita a una Scuola di Musica con sede nella Casa della Dottrina in via Gorizizzo con bravi insegnanti che ormai hanno avuto modo di  trasmettere in tanti giovani l’amore per la musica. A Cleulis e a Timau purtroppo tutto questo non c’è, perché a Cleulis ci mancano i locali e a Timau che invece non mancano, non si riesce a reperire il personale per le varie iniziative. Tuttavia sarebbe ora di mettere insieme le tre  comunità per non disperdere le già poche forze che abbiamo a disposizione.  Chiudo con un appello alle famiglie, facendomi forza con le parole di Gesù:” Lasciate che i vostri figli si avvicinino al Signore e non glielo impedite! Cercate di capire quanto è importante per loro crescere con un maestro come Gesù. Siate i primi a dare il buon esempio e ad aiutarli a capire che ciò che insegna la Chiesa non sono le solite storielle senza valore e poi… sarebbe una grave responsabilità per noi grandi tenere lontani i piccoli dal Signore!”.

E’ alle porte il Santo Natale, l’AUGURIO più bello che posso rivolgere a tutti è che Gesù possa realmente rinascere nei nostri cuori e nelle nostre comunità e soprattutto trovi posto nelle nostre famiglie.

AUGURI VIVISSIMI E UN BUON 2015!

 Il Sjiôr Santul don Tarcisio

 

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