Sono trascorsi quasi diciotto anni!

Nel prossimo febbraio saranno ormai 18 anni che faccio servizio nella mia comunità di Cleulis, dove sono nato e, lasciatemi dire, dove ho trovato un buon terreno per la mia formazione umana e cristiana alla scuola del nostro vecchio parroco don Celso, quella di don Carlo e della buona gente che mi ha seguito e ha pregato per me. Ed eccoci ad un altro Natale! Il tempo passa veloce e mi accorgo che ormai ho compiuto settant’anni, ma gli impegni invece di diminuire aumentano con la mancanza di sacerdoti. Così anche quest’anno penso a quello che siamo riusciti a fare, ma soprattutto alle grazie che il Signore ha continuato ad offrire ai clevolani con la presenza viva della nostra Chiesa in mezzo a noi. Il lettore mi permetta di ricordare solo alcuni momenti o iniziative a cui dò particolare significato.

La Cappella di Placis
Ne abbiamo già parlato in precedenza e ora che i principali lavori di restauro stanno terminando possiamo trarre qualche prima conclusione.
Per ora, facendo un calcolo delle nostre possibilità finanziarie e grazie alla generosità del nostro compaesano Gino Primus emigrato negli Stati Uniti, ci siamo limitati alla ristrutturazione del campanile che presentava una situazione di alto degrado e rinforzato i muri maestri della cappella. Si è deciso di ricollocare le due campanelle in modo da lasciare il posto anche per una terza che verrà acquistata quando ci sarà disponibilità, almeno che qualcuno non pensi di donarla magari in memoria dei familiari defunti. La cuspide e i pianerottoli sottostanti la cella campanaria sono nuovi e così pure la facciata si presenta rinnovata. Aspettiamo di terminare il tinteggio esterno, lo zoccolo e un piccolo marciapiede come segno di rispetto per il luogo sacro. Quando poi ci saranno le condizioni si potrà intervenire all’interno.
Solo una piccola considerazione su quel tiglio piantato da Osvaldo Micul nel 1878 che fa certamente bella figura in mezzo alla borgata e al quale i plaçarans sono sentimentalmente legati. Cresciuto però in modo smisurato può essere anche un pericolo per le case vicine. Sono certo che si sarà già progettato di abbassarlo in modo da non essere motivo di apprensione per quelli che vi abitano vicino. E infine ancora penso che si cercherà un luogo appropriato anche per collocare i cassonetti della spazzatura che certamente lì non fanno bella mostra di sé.

L’Organo. Donato da don Santo De Caneva, ora funziona neppure un terzo delle sue possibilità perché la sua costruzione non è terminata. Ci sarebbe un lungo e costoso lavoro ancora da affrontare e i costi non sarebbero indifferenti. Per ora abbiamo affidato alcuni aggiustamenti al maestro organaro Grosso di Bertiolo e solo in un secondo tempo, sempre se ci saranno le possibilità, gradualmente verrà completato.

L’Altare Maggiore della parrocchiale. Quando nel 1911 l’arcivescovo Rossi venne a Cleulis per consacrare l’altare maggiore della chiesa, espresse la sua contrarietà, perché costruito senza tener conto di certe regole liturgiche e poi con materiale scarto. Infatti oggi si presenta con numerose crepe e rischia di sgretolarsi. Abbiamo pensato di sovrapporre all’attuale una mensa nuova, collocandovi sopra l’attuale pala come si presenta oggi, e di aggiungere come sfondo un grande festone rosso in luogo dell’attuale dipinto. Questo altare nuovo è stato disegnato dal giovane Filippo Cocconi da Udine ed è già in opera presso la bottega artigianale di Paolo Morocutti e il figlio Marco. Come si può vedere dalla foto, si tratta di un’opera altamente artistica e sono certo che diventerà un po’ un punto di orgoglio nella nostra chiesa. I costi, come si potrà presumere, sono abbastanza rilevanti, ma il clevolan è sempre generoso con la sua chiesa.

Un Augurio per il prossimo Natale!

Mentre ricordo con la preghiera e con particolare affetto i sei compaesani che quest’anno ci hanno lasciato, non posso non salutare con gioia i tre nuovi clevolans che hanno aperto i loro occhi a questo mondo e le quattro coppie che si sono unite in matrimonio. Questi sono un segno importante di speranza per il nostro paese. Purtroppo siamo sempre meno: attualmente 350 persone presenti con forte diminuzione soprattutto in questi ultimi anni.
Un augurio a tutti i cari compaesani vicini e lontani, che possano vivere un Natale di fede come ci è stato insegnato. Le proposte per un Natale consumistico, distratto e senza fede non fanno noi. Che Cristo porti a tutti pace ,amore e santità di vita. E un augurio anche di un felice ANNO NUOVO!

Siôr Santul
Don Tarcisio Puntel

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