Roberto, il Clevolan che al sta in Australia

 

Da questo numero di Gleisiuta Clevolana vogliamo proporre ai nostri lettori delle interviste ai nostri emigranti che rientrano occasionalmente a Cleulis nelle quali ci raccontano le loro esperienze in giro per il mondo. Iniziamo queste “quattro chiacchiere” con Roberto Puntel, classe 1968, figlio di Gianni e della Catinute emigrato in Australia.

Roberto innanzitutto ben ritrovato a Cleulis! Da quanti anni sei in Australia e come mai proprio tanto lontano? «Nell’agosto del 1995 mi sono trasferito a Perth W. Australia. Io facevo il carabiniere a Madesimo in provincia di Sondrio e lì ho conosciuto la mia futuro moglie Silvia Gianoli. Lei era emigrata in Australia all’età di dieci anni e tornava costantemente in Italia per visitare i parenti. Proprio durante una sua visita in Italia ci siamo conosciuti e subito innamorati. Ci siamo sposati nel 1994 in Italia e l’anno dopo ci siamo trasferiti a vivere a Perth».

Com’è stato l’ambientamento in un luogo tanto lontano e diverso rispetto al nostro? Di cosa ti occupi in Australia? «Fortunatamente mia moglie e i miei suoceri essendo da anni residenti in Australia mi hanno agevolato nell’integrazione lavorativa e sociale del Paese. Abituato a Cleulis con trattori e apecar ho sempre avuto la passione per la guida dei mezzi di trasporto e così arrivato a Perth dopo due anni ho acquistato il primo camion da dove ho iniziato la mia attività di trasporto. Ho iniziato trasportando alimentari per sei anni e ora sono già quindici anni che ho un contratto con una grossa ditta di smaltimento rifiuti».

Hai contatti con altri friulani emigrati come te in Australia? «Appena arrivato ho preso subito contatto con il Fogolâr Furlan di Perth dove ho ricoperto negli anni anche la carica di vice presidente. Nel Fogolâr Furlan di Perth siamo una quarantina di friulani di cui io l’unico carnico. Inoltre sono già sei anni che ricopro con orgoglio la carica di presidente della sezione alpini di Perth che conta una cinquantina di soci. Tutte questa attività, oltre a farmi sentire più vicino alla madre patria, mi ha dato la possibilità di conoscere la comunità italiana di Perth e di avere buoni rapporti anche con il console italiano. L’associazione alpini di Perth mi da grandi soddisfazioni in quanto con le feste che organizziamo ciclicamente riusciamo a raccogliere fondi da inviare in Italia per le più svariate esigenze. L’ultima delle quali siamo riusciti ad inviare diciotto mila euro assieme a tutte le sezioni alpine australiane per i terremotati del centro Italia».

Hai avuto più difficoltà quando hai lasciato l’Italia o ora con il passar del tempo la nostalgia aumenta? «Oltre alla famiglia naturalmente mi mancano gli amici e le mie amate montagne. Dell’Italia posso dire che l’unica cosa che non mi manca è la sua burocrazia; infatti in Australia le più svariate pratiche vengono in giornata. La nostalgia è più sentita ora con l’avanzare dell’età che non ventidue anni fa quando sono partito perché a quell’epoca per me iniziava una nuova avventura tutta da vivere».

Cosa trovi di cambiato quando rientri a Cleulis? «Rientro abbastanza spesso però tutte le volte noto cambiamenti sempre più drastici. Il primo è quello dello spopolamento infatti noto che la nostra piazza del paese è sempre più vuota. Questo mi fa male al cuore pensando alla mia infanzia quando la piazza era sempre piena di bambini che giocavano. Ultimamente ho notato anche delle divisioni ed incomprensioni tra le persone mentre, secondo me, una volta eravamo più uniti!»

Parlaci un po’ della tua famiglia quando ti rivedremo a Cleulis? «In Australia ho la mia famiglia composta da mia moglie Silvia e dai miei due figli Gabriele di diciotto anni e Antonella di quindici anni, che a settembre arriverà in Italia per un corso di studi di un anno presso il convitto Paolo Diacono di Cividale. Questo grazie a una borsa di studio concessa per i figli di emigranti friulani nel mondo dalla regione Friuli e dall’Ente Friuli nel mondo. Questa per lei sarà un ottima opportunità per conoscere le radici e la cultura dei suoi avi. In quanto a me la nostalgia è grande ma quando arriva il bollettino Gleisiuta Clevolana mi sembra di essere ancora presente in paese. Ringrazio tutti i paesani per la calorosa accoglienza che sempre mi riservano quando arrivo a Cleulis. Mandi a ducj e sji viodin il prossjim an!»

Luigi Maieron

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