Ancora lavori nella nostra chiesa

Ho ancora molto presente nella mia memoria i lamenti espressi sul nostro Bollettino Parrocchiale dal compianto don Carlo quando per ben due volte ha dovuto lasciare la chiesa e trovarsi qualche luogo dove celebrare, dovendosi compiere dei lavori abbastanza importanti di ristrutturazione e che si sono protratti più a lungo del previsto. Ora, nonostante i molteplici interventi degli anni passati, si prospetta per noi l’eventualità, per la terza volta, di dover cercare un luogo dove svolgere le celebrazioni liturgiche, visto il progetto di ulteriori interventi che spiegherò più avanti.

Un po’ di storia.

A Cleulis la costruzione della prima chiesetta dedicata a S. Osvaldo è iniziata nell’estate del 1600, Si trattava di una cappella sufficiente a raccogliere una cinquantina di cleuliani che allora abitavano attorno alla sorgente che ancora oggi scorre all’interno dell’abitato. Nel 1740 un incendio la devastò e con grande fatica gli abitanti la resero di nuovo funzionale. Nel 1795 giunse un cappellano stabile con il compito pure di insegnare in una piccola scuola che raccoglieva soprattutto i maschietti della piccola frazione. Allora Cleulis contava meno di 200 abitanti. Un piccolo campanile doveva esserci già nel 1806, quando Giacomo Mussinano, commerciante di Paluzza in Baviera fece arrivare le prime 2 campanelle; tuttavia l’attuale campanile (oggi un po’ modificato nella cuspide) fu costruito, assieme alla sacrestia nel 1846 dal cappellano di allora don Gonano da Pesariis. Nel 1887, quando Cleulis contava ormai quasi 600 abitanti, il sacrestano di allora Paolo Bellina (1849-1909) si adoperò per il suo ampliamento allo stato attuale. Il resto è storia che conosciamo.

Nuovi interventi.

La chiesa oggi ci appare ben consolidata nella sua struttura e anche si presenta bene esternamente dopo che si è provveduto al tinteggio e alla ristrutturazione del sagrato. Il problema ora è l’interno! Molte persone, portando l’esempio di altre chiese, scuotono la testa un po’ sconsolati e commentano:”E’ la peggiore dei dintorni!”. Certamente merita un intervento che le ridoni un po’ di decoro. Quali interventi si prospettano?

–         Gli intonaci. Sono ancora quelli del 1887  e richiedono urgentemente di essere sostituiti e quindi ci immaginiamo un lavoro che ci costringe a liberare completamente la chiesa. Certamente si poteva approfittare quando già, nei precedenti interventi, per lunghi mesi la chiesa è rimasta chiusa, ma forse per mancanza di fondi allora non si è affrontato tale problema.   

  • – Il soffitto. Non ci vuole l’occhio di un esperto per capire che la soluzione adottata in precedenza, non è proponibile in una chiesa. Secondo il parere del Consiglio di Amministrazione, sarebbe auspicabile un soffitto a cassettoni in legno, come ad esempio quello che si trova nel Duomo di Paluzza. Tuttaviala nostra proposta dovrà essere vagliata dall’Ufficio Arte Sacra della Curia e dalle Belle Arti.
  • – L’impianto elettrico. E’ stato messo a norma non tanti anni fa. Sarà però necessario sostituire le lampade attuali con delle più idonee e studiarne una migliore collocazione…e forse in futuro acquistare una bella Cjoche che torni ad adornare la navata come quella di un tempo.
  • – Un organo nuovo. Tutti ricordiamo quell’autoorgano che dal 1942 fino agli anni ’80 ha solennizzato le nostre liturgie e che ha fatto una brutta fine, dovuta soprattutto a incuria e ad alcuni progetti non realizzati.

Ora c’è la possibilità di averne uno nuovo che il sacerdote don Santo De Caneva donerà alla nostra chiesa. Un organo costruito usando le canne del nostro vecchio autoorgano ed alcuni pezzi di proprietà del sacerdote; tuttavia si tratta di un organo costruito ex novo. Ci auguriamo che al termine dei lavori lo possiamo collocare nella nostra chiesa, visto che è già in costruzione.

 Come reperire il denaro per coprire tali spese?

Già da qualche anno stavamo chiedendo alla Regione un contributo e finalmente ci è giunta conferma che ci è stato assegnato. Si tratta di 95.000 Euro che aggiunti ai 50.000 che abbiamo in cassa e alle offerte che  i buoni fedeli non mancheranno di donare, possiamo fare un buon lavoro. Un problema di difficile soluzione è trovare un luogo dove celebrare la liturgia nel tempo in cui la chiesa non sarà agibile.  Un grave problema che Cleulis dovrà risolvere in un futuro prossimo è quello di ottenere dei locali dove la gente può svolgere le sue attività e vogliamo sperare che i nostri amministratori prendano in mano presto questa grave carenza per un paese che conta 400 abitanti con tanti giovani e con tanta voglia di vivere.

GLI AUGURI

Colgo l’occasione per porgere alle nostre famiglie, ai nostri compaesani emigrati e a tutti i lettori di Geisiuta Clevolana, GLI AUGURI DI BUONE FESTE E UN FELICE 2009!

A ducj i paisans e emigrâts, cun dut il cûr, augurìn BON NODÂL e BON 2008

                                                    Il siôr santul Don Tarcisio Puntel                                                                                                 

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