DOMENICA: PASQUA DELLA SETTIMANA

 

Pensando alla prossima festa di Pasqua, mi viene spontaneo sottolineare come i cristiani di tutto il mondo, ogni settimana, si riuniscono e fanno festa nelle loro chiese. Il motivo è proprio la Pasqua e cioè quell’annuncio che si è sparso in una domenica mattina della primavera di quasi duemila anni fa nella città di Gerusalemme:” IL SIGNORE E’ RISORTO”. E’ questo il motivo del nascere di una comunità di credenti che ancora oggi vive questa fede e la esprime nella sua storia. Per capire il senso della nostra domenica, tuttavia, dobbiamo partire dall’Antico Testamento e precisamente da quel 3° comandamento che, come gli altri nove, è stato consegnato da Dio a Mosè sul monte Sinai ( Es. 20,8).

Il SABATO nel mondo ebraico.

Sabbath nella lingua ebraica significa “sette” e indica il settimo giorno come giorno del riposo e della lode a Dio. Il 3° comandamento è riportato nel libro dell’Esodo al cap. 20,8 come segue. “Ricordati del giorno di sabato per santificarlo. Sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro, ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, il tuo Dio. Tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo,  la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il sabato e lo ha dichiarato sacro”. La sua osservanza che interrompe il lavoro dell’uomo ricordandogli che il padrone del tempo e del mondo è solo Dio, è un segno della fede ebraica. Questo giorno santo è anche memoriale della liberazione di Israele dalla schiavitù dell’Egitto e prefigurazione del riposo futuro, nel sabato eterno.

La DOMENICA nel cristianesimo.

Cristo è risorto nel giorno dopo il sabato che il cristiano chiama Domenica, cioè Giorno del Signore. Il catechismo ricorda che questo Primo Giorno della settimana richiama la prima Creazione, ma in quanto Ottavo Giorno, che segue il sabato, esso significa la Nuova Creazione inaugurata con la Resurrezione (CCC n. 2174). Per questo la domenica è diventata per i cristiani il più importante fra tutti gli altri giorni: IL GIORNO DEL SIGNORE (o Dies Dominica). La tradizione di celebrare la domenica risale fino ai tempi apostolici: già nel libro degli Atti leggiamo:” Il primo giorno della settimana c’eravamo riuniti a spezzare il pane…(At.20,7). Anche S. Giustino, agli inizi del secondo secolo, scriveva: “Ci raduniamo insieme nel giorno del sole (nel mondo pagano era chiamato così il primo giorno della settimana), poiché questo è il primo giorno nel quale Dio, trasformate le tenebre e la materia, creò il mondo; sempre in questo giorno Gesù Cristo, il nostro Salvatore, risuscitò dai morti” (Apologie 1,67).

L’EUCARESTIA centro del Giorno del Signore.

La domenica è dunque a pieno titolo giorno della Resurrezione e della Nuova Creazione. Ma è anche il giorno della Comunità perché il Signore vuole che la gioia di questa festa sia condivisa con tutti i fratelli. Questo incontro fra i credenti è sigillato dalla liturgia eucaristica (la S. Messa), per cui la domenica diventa anche giorno dell’Eucarestia. La Parola di Dio proclamata, il pane e il vino portati sull’altare sono il segno che il Signore è vivo e presente, come Lui stesso ci aveva assicurato nell’Ultima Cena: “Prendete e mangiate, questo è il mio corpo…Prendete e bevete, questo è il mio sangue…Fate questo in memoria di me”.

LA DOMENICA OGGI.

Per 2000 anni i cristiani si sono incontrati attorno alla Eucarestia, si sono nutriti di questa Presenza, hanno testimoniato con la vita la loro fede. Oggi indubbiamente molte cose stanno cambiando. Notiamo sempre maggiori difficoltà a raccogliere le nostre comunità attorno all’altare. La domenica è diventata il giorno dell’evasione e del divertimento. La partecipazione alla S. Messa è importante solo per un 10% dei cristiani, altri la collocano in un posto abbastanza marginale: “Non abbiamo tempo!”, si va dicendo, perché prima viene tutto il resto. Il fatto che non si partecipa alla Eucarestia domenicale ha già provocato la disgregazione della comunità, una preoccupante ignoranza delle verità della fede perché manca la catechesi, la perdita del senso di appartenenza alla Chiesa e un grave disorientamento nel campo morale e spirituale. La mancata osservanza del 3° comandamento porta gradualmente alla perdita di significato dell’intera esistenza e l’acquisizione di una visione del tempo non più come storia di salvezza, ma piatto e ripetitivo scorrere delle ore prive di dignità e di senso. C’è da aggiungere che è aumentata la domanda del sacro, ma molto spesso, più che alla Chiesa, ci si rivolge alle nuove agenzie dove spesso si ricevono risposte che con il Vangelo hanno ben poco in comune. La famiglia deve ritrovarsi attorno all’altare del Signore! I nostri bambini devono crescere all’ombra della Chiesa! La nostra forza ritorni ad essere la comunità  che non si contrappone a nessuno, ma che ci aiuta ad incontrare Cristo vivo e presente e ad aprire il nostro cuore sul mondo!

Il Sjiôr Santul don Tarcisio Puntel

 

La Pasche dal Signôr a puarti as notes famees fede, sperance e amôr. Buine Pasche ai vizins e ai lontans.

Annunci

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: