Quando don Tarcisio comunicò durante l’omelia di alcuni mesi fa l’intenzione di fare un viaggio in Brasile con i parrocchiani che avessero voluto ripercorrere le strade, vedere i luoghi, ma soprattutto conoscere i discendenti dei nostri emigrati, non esitai un attimo e mi misi subito in lista. E così come me altre sedici persone. Il 25 giugno siamo partiti da Cleulis alla volta di San Paolo in Brasile. Arrivati il giorno dopo, il viaggio aereo è proseguito verso Fos do Iguaçu nella regione del Paranà non senza qualche intoppo risolto egregiamente risolto dal nostro Tacio. A Fos erano ad aspettarci Jamir e Jadir Puntel che per qualche anno hanno abitato a Cleulis e lavorato presso le fabbriche della zona per coronare il loro sogno di costruire una pousada (albergo). Ora il sogno è divenuto realtà: la bella pousada Don Blu si trova a Itaipulandia presso il grande lago di Itaipuove, e qui abbiamo pernottato per quattro giorni. In questo periodo i due fratelli si sono prodigati per farci conoscere i luoghi di maggior interesse, a partire dalle maestose cascate di Iguaçu (le più grandi al mondo), per continuare con la diga sul lago di Itaipu (anch’essa la più grande al mondo), il rifugio biologico posto nei pressi della diga e per finire con una visita e una preghiera presso la statua di Nostra Signora Aparecida alta 20 metri. Ecco il nostro diario.
Martedì 1 luglio
Di buon mattino, accompagnati da Marta e Gilson Puntel (genitori di Tacio), siamo partiti da Itaipulandia alla volta di Caibì nello stato di Santa Caterina. Qui siamo arrivati verso le 13. Con nostra grande sorpresa ad attenderci c’era l’intera comunità di discendenti di cleuliani e perfino il sindaco e il parroco del paese, a festeggiare il nostro arrivo con mortaretti, petardi e fisarmonica. Dopo il lauto pranzo offertoci dai nostri “compaesani”, sono iniziate le danze e i canti fino a che ci si è dovuti a malincuore salutare per rispettare la tabella di marcia del lungo viaggio che prevedeva la visita alla chiesa e al municipio di Caibì. Quella sera, stanchi, ma felici e ancora emozionati per l’accoglienza riservataci, abbiamo pernottato ad Iraì, cittadina sul confine dello stato del Rio Grande do Sul. L’indomani – 2 luglio – abbiamo continuato il nostro viaggio verso Sobradinho, fermandoci a pranzo presso l’azienda agro-vinicola “Fin” di origini venete, anche qui accolti dalle immancabili fisarmoniche e dal sindaco di Santo Angelo a fare gli onori di casa. Nel pomeriggio, con guida al seguito, abbiamo visitato gli interessanti siti delle missioni indios dei Gesuiti di San Miguel e di San Joao Batista, distrutti alla fine del ‘700 per motivi politici dagli spagnoli e dai portoghesi. A sera inoltrata, dopo aver percorso quasi 500 km, attraversando pianure sconfinate, dolci colline e valli profonde (il tutto su strade di terra rossa), siamo arrivati a Sobradinho e a noi clevolans è sorta spontanea una domanda che nel 1986 si fece anche don Carlo quando fece visita ai nostri emigranti: «ma dov’è venuta a rintanarsi questa gente?»
Sobradinho, cittadina di quasi 15mila abitanti, si trova su un fertile e rigoglioso altopiano al centro dello stato del Rio Grande do Sul. Qui si trova la più numerosa comunità di discendenti dei Puntel (Peta, Re, Rampon, Gjubil, Comeli) e dei Maieron, che contribuirono col loro lavoro a far crescere e sviluppare la cittadina tanto da farla divenire sede comunale di un vasto territorio.
Giovedì 3 luglio
Abbiamo visitato Sobradinho, iniziando dalla chiesa parrocchiale di Nostra Signora dei naviganti, eretta da Giovanni Maieron “bisest”, la sede della radio locale, il bel museo posto all’interno della Casa della Cultura e una fabbrica di scarpe gestita da Pietro Puntel “Rampon”. Il giorno seguente dopo un giro nel quartiere Maieron di Sobradinho, abbiamo raggiunto la località Campestre per visitare i casolari dove vissero i primi cleuliani arrivati in Brasile agli inizi del ‘900. Qui abbiamo ammirato il casolare di Nilo Puntel costruito nel ’17 e quello di Francisco Puntel del ’15, entrambe con una sala adibita a museo con gli attrezzi e gli effetti personali portati da Cleulis dai nostri emigranti.
Sabato 5 e domenica 6 luglio
Si è svolto il secondo incontro della famiglia Puntel. Nel pomeriggio di sabato si è aperta la festa con l’esecuzione degli inni nazionali brasiliano e italiano, i discorsi di rito e la consegna a don Tarcisio di una stupenda casula raffigurante Sant’Osvaldo esposto nella nostra chiesa, donata dal comitato organizzatore della festa. L’indomani alle ore 10 si è svolta l’intensa messa celebrata da don Tarcisio ancora emozionato per il bel dono ricevuto il giorno prima e dal vescovo di Cachoeira e da altri tre sacerdoti oriundi di Cleulis. Al rito, c’erano circa 700 persone, dopo di che alle 12.30 il grande pranzo. Verso le 14 è stato proiettato il dvd che noi della delegazione italiana avevamo portato per far conoscere anche alle nuove generazioni i luoghi da dove i nostri antenati sono partiti in cerca di fortuna.
Il giorno dopo, ancora sbalorditi dal numero di discendenti cleuliani conosciuti il giorno prima, abbiamo visitato la chiesetta della Consolata e l’attiguo cimitero presso il Campestre e anche qui siamo rimasti a bocca aperta nel constatare quanti Puntel e Maieron vi siano sepolti.
Martedì 8 luglio
Siamo stati a Nova Palma fondata da friulani e veneti, con la visita alla chiesa e al museo per poi spostarci a Vale Veneto con un interessantissimo museo; per finire con la città di trecentomila abitanti di Santa Maria, sede di un’importante università, da noi visitata. A Santa Maria si è tenuto l’incontro con i rappresentanti del Fogolâr Furlan della regione che, il giorno seguente, ci hanno raggiunto a Sobradinho per la cena organizzata dal Fogolâr locale. Alla cena, davanti a duecento persone, è stato presentato il “Dizionario Friulano-Brasileiro”, curato dalla dott.ssa Brondani presente alla serata e noi diciassette del gruppo – un po’ imbarazzati – siamo stati nominati soci onorari del Fogolâr Furlan dal presidente Gilson Puntel.
Il giorno seguente è stata la volta del sindaco di Sobradinho, signor Vieira, che ci ha accolto in municipio con ogni premura e siamo rimasti in sua compagnia e con quella dell’intera giunta comunale un paio d’ore, confrontandoci sulle realtà dei nostri paesi.
Venerdì 11 luglio
Siamo stati in viaggio per la città di Santa Cruz, dove abbiamo visitato la bella cattedrale gotica di San Giovanni Battista e il parco dove si tiene il terzo Oktoberfest del mondo dopo Monaco e Berlino. Santa Cruz è infatti stata fondata da emigranti tedeschi. Nel pomeriggio abbiamo visitato la distilleria dove si produce il famoso distillato di canna da zucchero chiamato cachaca.
Sabato 12 luglio
Siamo stati ospiti della fazenda do Cedro di Pantano Grande di proprietà della famiglia di Simona Puntel. Anche qui l’accoglienza è stata stupenda e commovente con visita guidata all’intera proprietà e pranzo luculliano rallegrato da gruppi folcloristici locali.
L’ultima domenica “brasiliana”, il 13 luglio, siamo stati invitati in località Pomaserra da Ivo Puntel detto “Chiquinho” per il battesimo della secondogenita. Alle 10 è stata celebrata la Messa e il battesimo di Isabella Puntel da don Tarcisio visibilmente commosso per aver potuto celebrare nella chiesa di Sant’Antonio, ossia sul luogo dove arrivarono i primi cleuliani alla fine dell’800. Nel vicino cimitero infatti tante lapidi portano i cognomi Puntel, Prodorutti, Primus e Unfer. A mezzogiorno il pranzo, offerto in onore della piccola Isabella dalla famiglia, ha dato l’ultimo colpo di grazia al nostro già compromesso girovita. Nel pomeriggio la visita alla chiesetta intitolata a Sant’Osvaldo in località Serrarla Scheider. L’interno a una navata è molto semplice, ma ciò che più ha attirato la nostra attenzione, è stata la statua di Sant’Osvaldo molto “diversa” rispetto alla nostra.
L’ultimo giorno di permanenza a Sobradinho ci siamo recati in una cittadina ad una quarantina di chilometri di distanza: Salto do Jacuì, qui abbiamo potuto visitare una fabbrica-negozio di minerali e un laboratorio di pellame in cuoio per gli ultimi acquisti.
Dopo tutto ciò la cena finale con alcuni dei nostri premurosi ciceroni è stato il momento per ripercorrere e commentare con commozione questi favolosi giorni passati in Brasile.
Martedì 15 luglio
Di buon mattino, partenza verso l’aeroporto di Porto Alegre ci ha trovato tutti increduli di come il tempo fosse volato così in fretta. Ad accompagnarci all’aeroporto le famiglie di Gilson Puntel e Simona Puntel. Al momento dei saluti la commozione e l’emozione sono stati palpabili ma ormai è giunta l’ora di riattraversare il poç.
Il nostro gruppo di clevolans con l’aggiunta del veneto Marco Giusto e del portabandiera di Timau Loredano Primus, oltre a ringraziare tutti coloro che ci hanno accolto, torna a casa con la consapevolezza di aver visto gente orgogliosa di aver avuto tale discendenza (alcuni parlano tuttora il carnico), sbalorditi dell’accoglienza spontanea ricevuta, non solo dalla “nostra gente” ma anche dalle autorità locali e arricchiti interiormente per l’amore e l’amicizia che in questi giorni abbiamo coltivato tra di noi.
Luigi Maieron
Pubblicato da sarute