Domenica 15 luglio scorso, con una solenne S. Messa seguita da un’affollata assemblea che si è tenuta presso l’Albergo “Al Cacciatore”, si è ufficialmente costituita l’Associazione Culturale “Giovins Cjanterins di Cleulas”. Un evento non da poco per noi, una iniziativa nata dalla vostra fantasia e dal vostro entusiasmo nell’intento di costruire qualcosa insieme a beneficio di questo nostro paese che è il luogo in cui abitiamo e per questo motivo vogliamo che sia una comunità dove possiamo viverci bene. Già da tempo volevo incontrarvi per dirvi alcune cose. Non ho avuto l’opportunità e allora ve le scrivo qui, sul nostro bollettino, nella speranza che l’occasione possa prima o poi arrivare.
I giovani sono il nostro futuro
Chissà quante volte ve lo siete sentiti ripetere! Ed è vero. Se oggi noi siamo contenti perché voi giovani di Cleulis vi incontrate e vi rendete disponibili nelle varie iniziative, significa che amate il vostro paese. Noi carnici, molto spesso, abbiamo un complesso che ci frena nelle nostre potenzialità. Quante volte abbiamo sentito quelli che solo si lamentano: “Achì a no nd’è nua! Ai son paisats da bandonâ….bisugne lâ di ates bandes!”. Parliamoci seriamente!…Se tutti scappano è evidente che la nostra montagna diventerà sempre più povera… povera di risorse umane… di intelligenze… di iniziative… E’ triste che questa nostra Carnia investa denaro e risorse per laureare i suoi giovani che poi dovranno emigrare perché qui non ci sono le condizioni per poter lavorare. Possibile che noi abbiamo gente in tutto il mondo che ha creato delle iniziative notevoli, mentre nei nostri paesi ci sentiamo tanto frenati e frustrati? Ecco perché bisogna incontrarci e parlarci dei problemi che interessano il proprio futuro. Se i giovani devono lasciare la propria casa, la propria comunità dove anche stanno bene, perché non trovano futuro, è necessario che si discuta insieme, si reagisca insieme, si creino delle iniziative, si facciano delle proposte. Questo lo si può fare solo mettendoci insieme e il gruppo può anche essere una forza nel campo sociale e politico. In particolare trovo che il cleuliano è sempre stato un po’ remissivo, ha sempre avuto paura di far valere le proprie ragioni. Gran lavoratore, cittadino corretto, rispettoso delle Autorità…tutte cose buone che dobbiamo conservare e tramandare…ma non basta! Ecco perché vedo con grande speranza il fatto che i giovani del nostro paese si incontrano. Forse qualcosa di nuovo può nascere! E da buon cleuliano non posso fare altro che gioire.
Le altre Associazioni
Le associazioni sono una componente molto importante nella vita di un paese. Esse interessano vari gruppi di persone che si dedicano a determinati scopi benefici, culturali o sociali. Qui a Cleulis c’è la Associazione Donatori di Sangue che raggruppa 126 persone: un fatto veramente notevole che non si riscontra in altri paesi ed evidenzia una sensibilità particolare presente nel cleuliano, frutto certamente di una educazione ricevuta ed esprime anche il senso di una appartenenza ad una comunità, al contrario di un certo individualismo oggi imperante. C’è poi il Circolo Culturale che ormai da una trentina di anni opera nelle varie iniziative paesane e ancora l’Associazione Alpini. Molte persone poi danno il loro contributo in altri settori che non hanno sede in paese: ricordiamo ad esempio le Associazioni sportive o i volontari della Protezione Civile. Ebbene, tutte devono lavorare insieme. Sarebbe deleterio che queste dividessero una comunità, ognuna lavorasse con spirito di contrapposizione, visto che tutte hanno la stessa finalità. Cari, Giovani Cjanterins, voi vi inserite in questa realtà e certamente porterete la vostra novità e il vostro contributo di giovani che sanno guardare avanti.
La Chiesa e la comunità cristiana.
La Chiesa è quella realtà presente nel nostro paese da sempre ed ha accompagnato la nostra gente nella fatica del quotidiano, nei tempi delle guerre, delle miserie, delle emigrazioni. Ha accolto i suoi nuovi figli, ha accompagnato al camposanto quelli che ritornavano al Padre. Le sue campane hanno dato un tono festoso alla vita semplice dei nostri antenati e, ringraziando Dio, è ancora presente e vitale a Cleulis. Mi ha fatto molto piacere, cari ragazzi, come voi avete scelto di stare con la Chiesa. Tutti noi abbiamo ascoltato con ammirazione le vostre messe cantate e soprattutto abbiamo avvertito la vostra benefica presenza ai vari momenti della vita cristiana. Vorrei dirvi, senza paura di sbagliarmi, che quando la gente non trova più la strada della chiesa, perde inesorabilmente anche il senso di appartenenza ad una comunità e quei valori che per secoli hanno sostenuto la vita di coloro che ci hanno preceduto. Già si nota oggi il pericolo che ognuno vada per i fatti suoi e diventi così un estraneo. E’ commovente invece vedere ancora nel nostro paese che la domenica è giorno di festa perché la gente riempie le strade che portano alla chiesa e ci si incontra, ci si saluta, ci si scambiano le idee… La Chiesa è famiglia, la chiesa siamo tutti noi perché, se non ci fosse, certamente il paese non avrebbe nulla da guadagnare. Non lasciatevi abbagliare, cari ragazzi, dai modelli che il consumismo odierno vi offre e da coloro che vi dicono che un giovane deve pensare a godersi i suoi anni verdi perché ciò significa correre con i tempi e non restare indietro. Noi invece vorremmo incoraggiarvi sulla strada che avete intrapreso perché sappiamo molto bene quanto è gratificante il mettersi insieme, per camminare insieme e costruire insieme il nostro futuro e quella casa che noi amiamo che è il paese dove sono ben radicati i nostri affetti e le nostre radici storiche. Complimenti, ragazzi! Vi porge un augurio sincero il vostro parroco che è anche vostro compaesano e che ben volentieri ha accettato di svolgere il suo ministero nel suo paese natale per dimostrare la sua riconoscenza verso una comunità che è stata determinante nelle scelte fondamentali della sua vita.
Siôr Santul don Tarcisio
Pubblicato da ivan