Ci siamo. Dopo un anno di lavoro è finalmente pronto e sarà presentato ufficialmente du¬rante le festività di Natale (date e luoghi ancora da definire). Il Cd che raccoglie le esperienze musicali dei “Giovins Cjanterins di Cleulas” arriverà come una strenna. Ci sono i loro cavalli di battaglia: “Gleisiuta Clevolana”, “Lancio das cidulas”, “L’emicra¬nia dal emigrant”, “Un cjant a Cleulas”, “Aiar di fieste”, “Inno a San Osvaldo”, “Osvaldo ritorna”, “Fasìn un cjant a la cjargnela”, “Las penas da Clevolana”, “Fûr fûr nuvice”, “O gran Mari da Salût”, “Sint dal cîl”, “Biela not”, “Lusiva la luna”, “I Re Magi”. 16 tracce musicali a raccontare un paese, le sue tradizioni, le sue memorie musicali. Sarà proprio “Un cjant a Cleulas” a dare il nome a tutta la raccolta. Il titolo segna il coinvolgimento di una comunità, l’amore, l’attaccamento al canto. C’è di più: al supporto audio si abbina un Cdbook, una guida a libro che accompagna l’ascoltatore, spiega, illustra. Un riassunto efficace e pensato, ragionato del repertorio canoro dei “Giovins”. E, parimenti, un racconto, in note, del paese. Una commissione artistica formata da cinque “Giovins” ha avuto il compito di dettare il passo, fin da gennaio: coinvolgere le persone che avrebbero costituito il coro (attingendo non solo tra i giovins) e scegliere i brani da incidere (prima seguendo un aspetto temporale cosicché fosse rappresentato ogni momento della vita del paese – matrimonio, tradizioni, feste, partenze ed arrivi degli emigranti – poi perché ne uscisse un giusto, equilibrato mix tra canti sacri e profani. I primi mesi del 2011 si sono spesi, soprattutto, per chiarirsi le idee e stendere un piano di lavoro. Da marzo (con una breve interruzione per la solennità di S. Osvaldo) a novembre, il coro si è trovato settimanalmente per provare i canti e quindi per registrarli. Questa fase si è svolta periodicamente, con 4-5 brani per volta, e con l’aiuto di Roberto Frisano, musicologo, esperto di canti tradizionali, che da alcuni anni segue con interesse la crescita del gruppo. Le registrazioni si sono svolte nella Chiesa di S. Geltrude di Timau e in parte in quella di Santa Maria di Paluzza. Cd e libretto hanno visto il supporto e la collaborazione di molti paesani e paesane appassionati del canto. Lo stesso Cd-book è stato un lavoro a più mani: Silvia Puntel per la stesura dei testi, Sandra Puntel per la consulenza artistica, Renè Puntel (assieme a tante altre persone) per il materiale fotografico. Perché è proprio vero quanto si legge nell’introduzione: “In ogni moment, in ogni dada di timp, si cjantava par slizerî chê vita cussì dura, butant fûr il propri sintî. La stessa rouba a sucedeva in ogni ati lûc di incuintri. E nol era nencja râr sintî, sui cantîrs, las vous dai puems. In ore presint dut chest al è lât sparît, ma par fortuna vin il grup dai “Giovins Cjanterins di buina volontât che, oltri a amâ il cjant, la compagnia, la tradizion, Cleulas, noi vûl lassâ muri chest patrimoni lassât dai nostis vons e cumò ai son lôr a passâ il testemoni as novas gjenerazions”.